REGGIO EMILIA – 12 mila presenze per la quarta edizione di Internazionale Kids a Reggio Emilia, il primo festival di giornalismo per bambine e bambini. Organizzato dal mensile Internazionale Kids, che ogni mese traduce in italiano il meglio della stampa straniera per bambini dai 7 ai 13 anni, dal Comune di Reggio Emilia e Fondazione Palazzo Magnani, la manifestazione ha portato in città 100 appuntamenti tra spettacoli, conferenze, presentazioni di libri, proiezioni, podcast e laboratori, tutto a misura dei più piccoli.

“Il festival di Internazionale Kids a Reggio Emilia è ormai un appuntamento fisso per noi – ha detto Martina Recchiuti, caporedattrice di Internazionale Kids e una delle organizzatrici del festival insieme a Alberto Emiletti e Luisa Ciffolilli – ed è sempre una sorpresa vederlo crescere anno dopo anno, coinvolgendo sempre più famiglie. Reggio Emilia ci riserva sempre una grande accoglienza creando un’atmosfera unica, che siamo convinti sia dovuta alla perfetta unione che il festival è riuscito a creare fin da subito con la città”. 

Tante le novità di questa edizione, una su tutte la location: il festival infatti ha animato lo spazio pubblico intorno a piazza Martiri del 7 luglio, che per l’occasione si è trasformata con 500 metri quadri di prato vero grazie a Paradello green, in cui bambini e bambine, ma anche adulti, hanno potuto camminare a piedi scalzi, giocare a ping pong, rilassarsi sulle sdraio e partecipare ai laboratori.

Così, per tre giorni, a Reggio Emilia, si è parlato di attualità con i giornalisti e le giornaliste di Internazionale: dall’Africa, con Francesca Sibani, all’Iraq, per parlare di migrazioni con Annalisa Camilli. Uno sguardo anche a Tokyo, con Junko Terao, per scoprire com’è avere 10 anni in Giappone, e poi al Mediterraneo, per esaminare lo strano caso della comparsa del granchio blu, dei pesci palla, scorpione e coniglio con Stefano Liberti in un incontro realizzatoin collaborazione con Iren. Catherine Cornet, insieme alle bambine e ai bambini, ha affrontato la lunga storia del popolo palestinese. Al festival, il mondo non è stato solo raccontato, ma anche visto attraverso le immagini, come quelle dell’incontro in collaborazione con la fondazione Pianoterra, fotografie sorprendenti scattate in tanti luoghi diversi con cui i bambini hanno potuto giocare e mettersi alla prova, o quelle del festival di Fotografia Europea, portato in città grazie alla Fondazione Palazzo Magnani, per mostrare ai più piccoli in quanti modi il rapporto tra esseri umani e natura possa essere raccontato dall’arte. E, ancora, le Immagini che cambiano il mondo, una mostra che ha messo in discussione gli stereotipi, realizzata dall’Ambasciata di Svezia in collaborazione con lo Swedish Institute di Stoccolma.

Un grande viaggio collettivo per il mondo, quindi, quello al festival, ma anche una discussione comunitaria sui principali temi. È il caso dell’incontro sul razzismo e sui diritti attraverso lo sport organizzato in collaborazione con Mapei Stadium, che ha visto la scrittrice italo-singalese Nadeesha Uyangoda raccontare che usare i nostri corpi facendo sport vuol dire al tempo stesso fare politica e costruire una società migliore; o quello sul diritto alla cittadinanza italiana, nell’incontro in collaborazione con Save the Children. Si è parlato anche di sostenibilità con Equo garantito, un incontro che ha raccontato ai più giovani il viaggio che fa la moda veloce e le alternative etiche. Spazio anche a musica e suoni con lo spettacolo Monsieur René in collaborazione con Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française, e con l’incontro sull’archeologia sonora, in collaborazione con la Rappresentanza delle Fiandre in Italia, grazie al quale i bambini e le bambine hanno potuto ricostruire la storia di un luogo attraverso i suoni che lo hanno abitato. 

Grande successo anche per una delle novità di quest’anno: la prima rassegna di podcast per bambini e bambine, in collaborazione con Radio Papesse. Il festival si è concluso tra gli applausi con la musica della cantautrice Ariete al Teatro Cavallerizza.