REGGIO EMILIA – Alle ex Fiere di Reggio Emilia sorgerà il nuovo Polo della Moda di Max Mara Fashion Group. Attraverso un intervento di rigenerazione urbana sarà realizzato un centro direzionale del Gruppo che ospiterà 800 persone con uffici, spazi per la progettazione, servizi e magazzini per le esigenze logistiche di Max Mara. L’investimento stimato supera i 100 milioni di euro. La notizia, battuta dagli organi di stampa pochi giorni fa, ha suscitato nel mondo politico numerosi pareri positivi ma qualcuno ha espresso anche perplessità e dubbi. Di seguito i commenti del dott. Marco Massari, candidato a sindaco per il Centrosinistra, dell’avv. Giovanni Tarquini, candidato a sindaco per il Centrodestra, e del consigliere Dario De Lucia di Coalizione Civica.

“L’acquisizione da parte del Gruppo Max Mara dell’area delle ex Fiere di Reggio – afferma il candidato sindaco per il Centrosinistra dott. Marco Massari – con la conseguente presentazione del polo della moda, rappresenta un grande investimento strategico in un’area della città che si sta rilanciando attraverso un lavoro sinergico tra pubblico e privato, sfruttando le grandi opportunità create da un hub importantissimo come la Stazione Mediopadana. Rappresenta meglio di molte parole l’intenzione del gruppo di continuare a investire nel nostro territorio, evidentemente un territorio idoneo per fare impresa ad alto livello, una città recettiva e capace di costruire le condizioni per una progettazione di lungo termine. Si tratta di una buona notizia per ciò che concerne le opportunità di lavoro che saranno create. Sostenere un lavoro giusto, sicuro, dignitoso e di qualità rappresenta per noi priorità indiscutibile.

“Trascinata da uno dei suoi brand più significativi, – continua Massari – si aggiunge inoltre così un altro, fondamentale tassello nella costruzione di un’identità industriale che può veicolare un ottimo indotto, oltre a opportunità turistiche e di marketing territoriale. Il grande polo della moda rappresenta infine un esempio di rigenerazione. A poche centinaia di metri dal Parco Innovazione, dove molte aziende già sviluppano soluzioni ad alto contenuto tecnologico, si apre un nuovo capitolo per la storia industriale della nostra città. Un capitolo che, se sarò eletto, sarò fiero di scrivere insieme a tutti i soggetti che hanno a cuore il presente e il futuro della nostra città”.  

Centro Fieristico Reggio Emilia, particolare (Pagina FB)

“L’annuncio della nascita del nuovo Polo della Moda di Max Mara Fashion Group alle ex Fiere di Reggio Emilia, così come le ulteriori iniziative di rigenerazione urbana – ha detto il candidato alla guida della lista civica sostenuta dai partiti del Centrodestra, avv. Giovanni Tarquini – sono notizie che accogliamo con soddisfazione. Finalmente, dopo anni di abbandono di alcune grandi aree in posizioni strategiche della città, verrà messa la parola fine a situazioni di degrado che nel tempo hanno contribuito a creare anche gravi problemi di sicurezza e di legalità”. “Le eccezionali dimensioni dell’investimento del gruppo Max Mara, – prosegue Tarquini – in particolare nel complesso delle ex Fiere di Reggio Emilia, se da un lato scongiura pesanti interventi di tipo speculativo, dall’altro conferma la consolidata volontà da parte del colosso reggiano non soltanto di mantenere qui il proprio cuore creativo e industriale, ma di fare di Reggio Emilia una capitale internazionale della moda, capace di generare sempre più lavoro qualificato e cultura imprenditoriale in grado di attrarre affari e visitatori.  I nuovi amministratori dovranno essere all’altezza di questa sfida in positivo, creando le condizioni per il definitivo decollo dell’area Nord, dal punto di vista della riqualificazione urbana, della bonifica ambientale e soprattutto dei collegamenti con la città e con le vicine Parma, Modena e Mantova. Resta purtroppo l’amarezza per la sorte, segnata da tempo, del vecchio polo fieristico reggiano, sorte di cui porta l’intera responsabilità il potere politico che ha governato la città e la provincia sino ad oggi. Se il nuovo e innovativo polo Max Mara rappresenta di certo la soluzione più interessante e ricca di prospettive oggi possibile per l’area di via Filangieri, non abbandoniamo la speranza che un giorno non lontano Reggio Emilia possa realizzare un nuovo, moderno e prestigioso polo fieristico, mettendo in valore la grande opportunità rappresentata della Stazione Mediopadana ancora in attesa di sviluppare pienamente le proprie potenzialità”. 

I dubbi arrivano invece dal consigliere comunale di Coalizione Civica Dario De Lucia, “dopo il tonante annuncio da parte dell’amministrazione e delle imprese coinvolte della creazione di un “polo del lusso” nell’area dove ora si trovano i padiglioni della zona fieristica cittadina, verso Mancasale, acquistati all’asta dopo il fallimento dall’imprenditore Giorgio Bosi”.

“La trasformazione delle Fiere nel polo della moda di Max Mara? Una scelta che lascia perplessi: per i tempi, per lo stile e per il contenuto – il commento di De Lucia – Reggio sarà l’unica città emiliana senza fiere. Partiamo con il dire – afferma De Lucia – che il consiglio comunale non sapeva nulla, non è stata fatta neanche una commissione figuriamoci un voto in aula, e questo annuncio contraddice quello che Vecchi e Pratissoli hanno sempre affermato quando si parlava di portare lavoro di qualità in città e evitare poli della logistica. Erano anche gli stessi di Silk-Faw quindi non è che mi stupisce che si siano contraddetti”.

Tutto perfetto e tutto da applaudire, come vorrebbe il sindaco Luca Vecchi? Decisamente no, per De Lucia. “Certo, questo passaggio risolve il tema del mancato impiego di un’area importantissima, ma favorire il passaggio a un privato, che lo trasformerà in un polo logistico, non appare una scelta coerente con quanto sbandierato alla presentazione del Piano Urbanistico Generale. Si creerà un altro grande polo logistico, con tutte le possibili problematiche che porta con sé, pure in un contesto solido come quello di Max Mara.

Allo stesso tempo, si cancella, probabilmente per sempre, la zona fiere cittadina. Reggio sarà l’unico capoluogo di provincia in Emilia-Romagna senza un’area fieristica. Una scelta miope, pensando a cosa possono rappresentare le fiere per una città, e ancor più pensando agli investimenti fatti nei decenni sui collegamenti, a partire dalla Stazione Mediopadana. Poche fiere come quelle reggiane erano in posizione così favorevole, a fianco dell’autostrada e dell’alta velocità, capaci di creare potenziale indotto. Invece, si lascia tutto in mano a un privato, comodità logistiche incluse. Da chi ha guidato la città per dieci anni, ci si poteva aspettare una soluzione di maggior prospettiva e che guardi prima al bene pubblico, non un annuncio roboante a fine mandato per un’operazione che finisce per favorire una realtà privata. La quale, lo preciso, ha legittimamente portato avanti un proprio progetto di visione. È dall’ente pubblico che ci si attende un pensiero rivolto al pubblico, alla collettività”.

I tempi e lo stile del tutto, poi, sono difficili da accettare. “La città delle persone e della trasparenza? L’annuncio è arrivato casualmente a un mese dalle elezioni amministrative in cui il centro-sinistra teme di perdere il governo del territorio, e degli interessi che amministra da sempre. Ed è stata una sorpresa, approvata in giunta senza un solo passaggio né nelle apposite commissioni consiliari né in consiglio comunale. Nulla di irregolare, per carità, ma non si parla di una scelta da poco. Decider tutto nelle segrete stanze, senza discutere e condividere nulla sul futuro delle fiere, non è serio. Né trasparente. Chissà cosa ne pensano i consiglieri e cosa ne pensano gli alleati, di questo modo di procedere”.