Incontro prefettura disagio giovanile
Nella foto un meomento dell’incontro in prefettura sul disagio giovanile. Da sinistra il dott. Bernardi, il prefetto Maria Rita Cocciufa e Gabriele Gavazzi, capo di gabinetto della prefettura

REGGIO EMILIA – La Sala dei Sindaci di Palazzo Allende, sede della Prefettura, ha fatto da sfondo a un incontro che ha avuto come tema centrale il disagio giovanile. Alla tavola rotonda hanno partecipato numerose autorità civili e militari, assieme agli studenti di varie scuole superiori di Reggio Emilia e agli insegnanti. Il dibattito ha inteso evidenziare le problematiche che si celano dietro al disagio giovanile. Da anni, attraverso fondi del Pnrr, a Reggio Emilia e provincia sono numerosi i progetti che, dentro e fuori le  scuole, intendono affrontare un problema che appare sempre più generalizzato.

“Il tema del disagio giovanile – ha affermato il dott. Bernardi, dirigente provinciale – preoccupa noi della scuola, come anche la prefettura e le autorità. Parliamo di un problema che viene percepito ed evidenziato, non a torto, anche dalla stampa. I numeri sono preoccupanti per la loro dimensione, ma rappresentano un aspetto di un disagio più generalizzato. La scuola è un luogo di aggregazione, dove il disagio diviene ben visibile: sono in aumento casi d’ansia, bullismo e di ritiro sociale. L’ufficio scolastico di Reggio Emilia promuove attività di educazione alla cittadinanza, favorendo la collaborazione con le scuole e le forze dell’ordine per organizzare attività di prevenzione ed eventi legati a questo tema. Il ruolo della scuola – ha concluso il dott. Bernardi – all’interno delle dinamiche che sono alla base del disagio giovanile è senza dubbio rilevante, sia in positivo sia in negativo.”

“Anche noi – ha detto il colonnello Filippo Ivan Bixio, comandante provinciale della Guardia di Finanza – partecipiamo a numerose iniziative, andando ad approfondire le nostre peculiarità che potrebbero riguardare anche il mondo dei giovani come l’evasione fiscale.”

“L’approccio al disagio giovanile attuato a Reggio Emilia – ha concluso il prefetto Maria Rita Cocciufa alla fine di un proficuo dibattito – dovrebbe essere applicato ovunque grazie alla collaborazione e alla comunicazione reciproca messa in campo dagli attori presenti sul territorio. Quello di oggi è solo una tappa, per avere chiari i risultati raggiunti. Bisogna lavorare sulla prevenzione e soprattutto sull’attenzione che i giovani richiedono. Da questo incontro ne esco arricchita perché è stata mostrata la forte concretezza che unisce  istituzioni e società civile, vera e propria carta vincente di questa provincia.”