Dittico Alfred Alfred e La serva padrona al Teatro Ariosto
Scena opera Alfred, Alfred

REGGIO EMILIA – Venerdì 24 maggio ore 20.00 (replica domenica 26 maggio ore 15.30) debutta al Teatro Ariosto di Reggio Emilia il dittico composto dalle due opere buffe Alfred, Alfred di Franco Donatoni e La serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi, prodotto dalla Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e anteprima del Festival Aperto / Reggio Parma Festival.
Sul podio, a dirigere l’Icarus Ensemble, Dario Garegnani, che ha lavorato con tutti i maggiori compositori di oggi, tra cui Mauricio Kagel, di cui è stato assistente, Gyorgy Kurtàg, Luca Francesconi e molti altri  e ha diretto numerose prime esecuzioni assolute per organici vari.
L’ ideazione è di Muta Imago, duo vincitore di Premi Ubu e impostosi nel mondo performativo contemporaneo con una proposta teatrale innovativa e contaminata, composto da Claudia Sorace e Riccardo Fazi, rispettivamente regista e drammaturgo dell’opera.
In una sola sera si susseguono Alfred, Alfred, sette scene e sei intermezzi di Franco Donatoni, del 1995 e La serva padrona, due intermezzi di Giovanni Battista Pergolesi, del 1733, che la regia coraggiosamente decide di presentare assieme, cercando di tessere una trama unica che lega le due vicende.

Ecco dunque che la (vera) storia dell’allucinata degenza ospedaliera del compositore Franco Donatoni in Australia di “Alfred, Alfred” viene presentata come prologo onirico, sorta di sogno allucinato del personaggio di Uberto, protagonista della Serva Padrona, in questa messinscena curatore di arte contemporanea ossessionato dalla paura della morte.

Dittico Alfred Alfred e La serva padrona al Teatro Ariosto
Una scena de La serva padrona

Entrambe le opere sono infatti innervate da una faglia sottile che parla della finitezza delle nostre vite e della paura della fine: una paura che la scaltra Serpina, la serva protagonista del lavoro di Pergolesi, volgerà a suo vantaggio mettendo in campo infine una rivoluzione dei ruoli che ricorda la vittoria dell’Illuminismo sull’Ancien Régime.

Attraverso un raffinato lavoro di videoproiezioni, luci ed elementi scenici (le luci e le videoproiezioni saranno curate da Maria Elena Fusacchia, candidata quest’anno agli UBU per Tre Sorelle), con i costumi senza tempo di Ettore Lombardi, le due operano si configurano come i due lati di una stessa vicenda: l’universo onirico e straniato di Alfred Alfred e quello vitale e potente della Serva Padrona si incontrano in una messinscena dove i segni passano da un’opera all’altra, in un continuo gioco di rimandi e invenzioni sceniche. Gli interpreti sono Maria Eleonora Caminada, Elena Coscia, Giuseppe De Luca, Samantha Faina, Michele Gianquinto, Clara La Licata, Matilde Lazzaroni, Niccolò Roda, Elena Tereshchenko, Chiara Ersilia Trapani.

L’abbinamento della Serva padrona di Giambattista Pergolesi e di Alfred, Alfred di Franco Donatoni  – lavori scritti a distanza di quasi tre secoli – compone una farsa del quotidiano e della privatezza. Da un lato la vita domestica in un interno dove la governante scaltra, fra bisticci, doma il padrone bisbetico infine sposandolo. Dall’altro la vita ospedaliera in corsìa, dove il grottesco viavai di infermiere, visite mediche e di improbabili amici e parenti, scorre sotto lo sguardo del paziente, vigile e muto: una satira sin nel titolo che, ripetendo il nome dell’ospedale “Alfred” di Melbourne (luogo reale del ricovero di Donatoni, da cui lo spunto autobiografico), evoca incongruamente La traviata.
Una specie di complementarità lega le due opere: la Serva padrona lancia il genere dell’intermezzo (matrice dell’opera buffa) in pieno 700 su scala europea, anche per il dibattito che si accese tra philosophes (fra cui Rousseau) circa l’idea di affidare vicende insignificanti a personaggi ordinari. Anche Alfred, Alfred si sottotitola non a caso “intermezzo”, in nome di una buffoneria salace e sardonica sulla condizione di passività in una struttura sanitaria, quando la buffoneria, nel teatro musicale di fine 900, è da tempo pressoché in disuso. Due singolarità, ciascuna in questione con il proprio tempo.
Anche la naturale distanza di linguaggio musicale fra i due lavori, cela corrispondenze nelle rispettive funzioni caricaturali e di veicolamento ironico; fra vispe morbidezze d’archi (Pergolesi) e striduli tintinnii asimmetrici (Donatoni).

L’opera sarà trasmessa in diretta streaming domenica 26 maggio, alle ore 15.30 sui canali di OperaVision (www.operavision.eu).

info e biglietti: www.iteatri.re.it