REGGIO EMILIA – “Nel week end sono passato due volte davanti al Palabigi e ho trovato una situazione indecorosa, peraltro da me segnalata già negli anni passati, ma alla quale non si è mai voluto trovare una soluzione. I palazzetti solitamente sono recintati; a Reggio Emilia non solo si può vivere su una rampa, ma si può scegliere anche se tagliare una rete metallica, già di per sé rovinata, e arrivare indisturbati alle porte dei magazzini”. La denuncia arriva da Francesco Gambetti, ex direttore di CT Reggio e Palasport “Giulio Bigi”, candidato al Consiglio comunale della Lista civica dell’avv. Giovanni Tarquini.

“Non bastava avere un soffitto di soli 8 metri che non permette di disputare incontri di volley di A1 o tornei ufficiali di tennis, tribune di legno vetuste dietro i canestri, parcheggi selvaggi durante le partite, gradini di accesso alti ben 30 centimetri per arrivare ai seggiolini e griglie anni ’80 a due ingressi. Ora anche una vera e propria distesa ‘stile residence’ atta al randagismo” tuona Gambetti.

“L’impianto cittadino più importante va ripensato, anche alla luce della futura entrata a regime della ‘Casa Biancorossa’. Chi usufruirà del parquet del Bigi al di fuori delle partite ufficiali di basket e volley? Tutta la nuova impiantistica sportiva viene spostata fuori dal centro, mentre il PalaBigi, del 1968, rimane lì, con ben due interventi di riqualificazione che comunque non cancellano certi problemi. Noi vorremmo farlo rivivere anche con manifestazioni quali feste per ragazzi, carnevale per bambini, assemblee, spettacoli, incontri sportivi fra scuole, dando la possibilità ad alcune classi di svolgervi almeno una volta all’anno la propria educazione fisica scolastica per scoprire cosa vuol dire giocare al Palabigi. Ma nel lungo termine quell’impianto va ripensato, ampliato e spostato dal Centro”.