Operazione Last Reggio Emilia
Foto da Operazione Last

REGGIO EMILIA – Oltre 130 uomini della Polizia di Stato, coordinati dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, diretta dal dott. Calogero Gaetano Paci, stanno eseguendo 38 misure cautelari personali emesse a carico di altrettanti soggetti gravemente indiziati (trattandosi di procedimento in fase di indagini preliminari con doverosa presunzione di non colpevolezza degli indagati), a vario titolo, di traffico di sostanza stupefacente, detenzione di armi comuni da sparo, anche clandestine, e, con riferimento ad uno solo dei destinatari del provvedimento, di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Video operazione Last

L’operazione, denominata Last, ha tratto origine dai controlli effettuati nell’area dismessa delle Ex Reggiane che, sino allo sgombero avvenuto nel settembre 2021, rappresentava, come emerso in plurime attività investigative svolte dalla Questura reggiana (operazioni Exit, Rexit, Trexit e Piazzale Pulito), l’epicentro dello spaccio cittadino.

Nel corso dell’operazione, avviata nell’agosto 2021 e supportata anche da presidi tecnologici, la Polizia di Stato aveva già proceduto ad arrestare 22 soggetti in flagranza di reato sequestrando, complessivamente, oltre 11 chili di stupefacente ed in particolare:

  • COCAINA: grammi 7.167,39 lordi
  • EORINA; grammi 19,46 lordi
  • MARIJUANA: grammi 135,7 lordi
  • HASHISH: grammi 3.714,05 lordi

Oltre allo stupefacente sono stati sequestrati 41mila euro contanti, 4 armi comuni da sparo

  • Nr. 1 pistola semiautomatica Beretta mod. 34 calibro 7,65 con matricola parzialmente abrasa;
  • Nr. 1 pistola semiautomatica Beretta mod. 81 Pantented calibro 7,65 con matricola completamente abrasa;
  • Nr. 1 doppietta bigrillo a canne parallele con impugnatura a pistola avente calibro 410, noto anche come 36 magnum;
  • Nr. 5 munizioni per armi da fuoco calibro 7.65;
  • Nr. 16 munizioni per armi da fuoco cartucce calibro 32;
  • Nr. 5 cartucce a salve calibro 320.

Nel corso del procedimento, poi, è si è proceduto a vietare la conduzione di esercizio pubblico di una pizzeria cittadina, gestita da due soggetti attinti dal provvedimento cautelare, in cui era stata documentata, quanto meno in via indiziaria, l’attività di spaccio.

Tra i destinatari del provvedimento cautelare figurano soggetti di varia nazionalità (italiana, albanese, nigeriana, tunisina e marocchina) inseriti a diversi livelli dalla filiera del traffico di sostanza stupefacente.

Alcuni dei soggetti attinti dalla misura cautelare, poi, erano apparentemente ben inseriti nel tessuto socio economico della città e titolari di esercizi di ristorazione, come una pizzeria, e di esercizi pubblici come un distributore di benzina. Tra i 38 destinatari di provvedimento figurano anche tre donne, tutte compagne di altri soggetti attinti da misura con cui, secondo la prospettazione accusatoria, gestivano, in modo familiare, l’attività di spaccio. 

Uno dei destinatari del provvedimento cautelare è gravemente indiziato, oltre che di traffico di sostanza stupefacente, anche per avere favorito l’immigrazione di connazionali dalla Nigeria, via Niger e Libia, all’Italia. Le intercettazioni hanno documentato come l’attività di favoreggiamento della immigrazione clandestina svolta dall’intercettato non fosse occasionale ma potesse contare su contatti con la rete internazionale di trafficanti di uomini ed anche su contatti locali che gli consentivano di procurare, dietro pagamento, dichiarazioni di ospitalità.

In particolare, partendo dai primi dettagli telefonici forniti dal monitorato allo straniero diretto illegalmente in Italia, è stato ricostruito con esattezza un “viaggio”. In un’altra circostanza, invece, l’arrivo dei connazionali veniva interrotto, nel maggio 2022, in Libia dove i migranti erano stati arrestati ed espulsi.