
REGGIO EMILIA – Martedì 9 luglio, dalle 17.30 alle 19.30, alcuni cittadini si ritroveranno in presidio davanti al comune dove verrà consegnata una lettera alla nuova giunta comunale per chiedere un Consiglio Comunale Aperto sul seguente oggetto: “Soppressione dell’area verde in zona Ospizio a seguito della variante al Programma di Riqualificazione Urbana denominato PRU IP-6 “Ospizio”.
Quest’area è da settimane al centro dell’attenzione di numerosi cittadini/e, a causa del progetto di costruzione nella zona di edifici commerciali da parte di Conad Centro Nord.
“Crediamo – si legge nella nota firmata da Extinction Rebellion, Ecologia integrale, Ripuliamoci, Legambiente, cittadini del bosco Ospizio – che, in piena crisi eco-climatica, la prima responsabilità dell’Amministrazione sia mettere al centro del suo agire la tutela ed il benessere dei cittadini, con uno sguardo attento al territorio e alla biodiversità”.
“Secondo gli ultimi dati ISPRA, Reggio Emilia è il secondo comune per consumo di suolo in Emilia Romagna, una regione a sua volta estremamente fragile di fronte agli eventi estremi provocati dalla crisi eco-climatica (come dimostrano tristemente le ultime ripetute alluvioni, dalla Romagna al nostro Appennino).
Queste allarmanti statistiche dovrebbero spingere l’Amministrazione a valutare in modo attento ogni progetto edificatorio sul proprio territorio.
Inoltre, il ruolo e le funzioni del verde urbano sono da considerarsi di fondamentale importanza per contrastare gli effetti della crisi climatica nelle città, come anche ribadito dal biologo Stefano Mancuso, ospite del Comune di Reggio Emilia a Gennaio 2024. Effetti che riguardano in primis il benessere dei cittadini, come evidenzia anche Legambiente nel suo rapporto Città sempre più calde, che prevede un aumento dei rischi sulla salute soprattutto nelle aree urbane, con maggiore incidenza per le fasce di popolazione più fragili.
Alla questione ambientale si aggiungono anche forti perplessità sulle ricadute sociali del progetto.
Ci chiediamo se un intervento di carattere commerciale, che implica la costruzione di un palazzo di 5 piani, un centro commerciale e un grande parcheggio, da situarsi nel bel mezzo di due scuole (la Scuola Primaria Elsa Morante e la Scuola dell’Infanzia La Villetta), possa di fatto essere considerato un progetto di riqualificazione urbana, e non invece un ulteriore impoverimento del tessuto sociale.
Inoltre, il progetto non è rispondente ai fabbisogni dei cittadini, essendo l’area già abbondantemente servita da medie e grandi strutture di vendita, come riconosciuto anche dal PUG recentemente approvato – che prevede appunto lo stop a nuovi Grandi Centri Commerciali, alimentari compresi, per tutto il territorio comunale.
Come recita l’art 41 della Costituzione, l’iniziativa economica non può svolgersi in modo da recare danno alla salute e all’ambiente. Riteniamo che, nel mezzo della drammatica situazione eco-climatica in cui ci troviamo, un’opera commerciale che intacca un’area verde e che cementifica ulteriormente un territorio già fragile, sia da ritenersi un danno che non possiamo più permetterci.
Citiamo, dal Regolamento per la Giustizia Climatica: “il Comune promuove la neutralità climatica per un miglioramento delle condizioni dell’ambiente e dell’abitare urbano, di oggi e di domani, e si impegna affinché i processi per l’attuazione della co-governance collaborativa urbana implementino tali obiettivi in modo da perseguire un modello di sviluppo sostenibile e giusto” (p.12).
Ci auguriamo che questo nuovo Consiglio prenda sin dal suo primo insediamento una posizione chiara e coraggiosa rispetto alle future sfide ecologiche e sociali che ci attendono, convocando un Consiglio Comunale Aperto su questa tematica e non procedendo con l’avvio dei lavori prima di questo fondamentale confronto con la cittadinanza.


