
REGGIO EMILIA – Questo pomeriggio attivisti di vari movimenti e cittadini preoccupati per il futuro del verde in città, si sono ritrovati in Piazza Prampolini per chiedere alla nuova giunta comunale un Consiglio Comunale Aperto. Un presidio davanti al Comune con musica, cartelloni, interventi e carrelli della spesa a simboleggiare la svendita del suolo e della salute in nome del profitto.
“Resistenza climatica” uno dei cartelloni presenti durante il pomeriggio. Oltre a questo, una lettera è stata preparata e consegnata a tutti i consiglieri comunali per richiedere un Consiglio Comunale aperto alla cittadinanza su questo tema.
L’area interessata è da settimane al centro dell’attenzione a causa del progetto di costruzione nella zona di edifici commerciali da parte di Conad Centro Nord.

“Crediamo che, in piena crisi eco-climatica, la prima responsabilità dell’Amministrazione sia mettere al centro del suo agire la tutela ed il benessere dei cittadini, con uno sguardo attento al territorio e alla biodiversità – dicono – Alberi, suolo, aria pulita: questi sono beni comuni sui quali non possiamo più lasciar decidere alle leggi del mercato. Ogni spazio verde salvato è uno spazio riconquistato dalla cittadinanza, per il futuro di tutti” commenta un’attivista”.
Nei volantini consegnati ai passanti incuriositi si legge “Alla cementificazione rispondiamo con la voglia di prenderci cura del territorio e della collettività”.

“In questi mesi passati abbiamo potuto scoprire il patrimonio verde che si nasconde nell’area destinata a diventare il nuovo Conad Ospizio assieme a botanici, arboricoltori, esperti di consumo di suolo. Tigli, querce, orchidee spontanee e erbe commestibili sono solo una parte del patrimonio che potrà essere abbattuto, oltre a varie specie animali. L’alluvione in Romagna è passata da appena un anno eppure non abbiamo imparato la lezione. La logica della cementificazione deve essere abbandonata per mettere in primo piano il benessere di tutte le forme di vita e degli ecosistemi”.



