REGGIO EMILIA – Autovelox illegali, attivi ma non a norma: numerosi apparecchi sono stati sequestrati in tutta Italia, anche in provincia di Reggio Emilia, a Masone e Codemondo, con il rischio di annullamento delle multe e restituzione delle somme. E’ partita da Cosenza la disattivazione, da parte della Polstrada, delle strumentazioni di controllo della velocità ritenute illegali.

Il rappresentante legale della società appaltatrice e che fornisce i dispositivi alle amministrazioni comunali è stato denunciato in stato di libertà per frode nella pubblica fornitura. L’effetto disattivazione dei dispositivi ha riguardato le apparecchiature presenti in vari comuni e città dal nord al sud: oltre a Reggio Emilia, anche Venezia, Vicenza, Modena, Pomarico, Cerignola, Pianezza, Piadena, Formigine, Arcola, Carlentini, San Martino in Pensiliis.

Gli accertamenti effettuati hanno consentito di appurare non solo la mancata omologazione ma anche l’assenza del prototipo del sistema di rilevamento.

Ieri pomeriggio a seguito dei fatti l’assessora alla Mobilità del Comune di Reggio Emilia, Carlotta Bonvicini, ha commentato: “Nel 2023 in Italia sono morte più di 3.000 persone a causa di incidenti stradali e oltre 224.000 sono rimaste ferite. Fra le tre principali cause di scontro troviamo la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e la velocità elevata. Ad oggi gli strumenti più efficaci che abbiamo a disposizione per contrastare quest’ultima infrazione sono i rilevatori elettronici di velocità. Che non vengono installati “per fare cassa” da parte dei Comuni (come ha dichiarato il Ministro delle infrastrutture Matteo Salvini) ma per garantire l’incolumità dei cittadini sulle strade. Mi auguro che non vengano strumentalizzate questioni prettamente amministrative per mettere in discussione un dispositivo, largamente utilizzato in tutto il mondo, che in questo momento, associato ad una buona e corretta progettazione stradale, salva ogni giorno migliaia di vite. Aggiungo inoltre che tutti i proventi delle multe devono per legge essere reinvestiti in opere di sicurezza stradale.