Protesta Prefettura Reggio Emilia contro DDL sicurezza
La protesta di Cgil e Uil davanti alla prefettura reggiana. Ph pagina Fb Cgil Reggio Emilia

REGGIO EMILIA – In concomitanza con l’iniziativa che ha visto Cgil e Uil nazionali mercoledì 25 settembre in presidio al Senato per contrastare il DDL Sicurezza, anche a Reggio Emilia il sindacato ha organizzato, nel pomeriggio di ieri, un presidio davanti la Prefettura cittadina. Un’iniziativa di protesta quella di Cgil e Uil contro una norma pericolosa che minaccia i principi fondamentali della nostra democrazia.

Protesta Prefettura Reggio Emilia contro DDL sicurezza
La protesta di Cgil e Uil davanti alla prefettura reggiana. In mezzo, da sinistra: Cristian Sesena e Roberto Rinaldi. Ph pagina Fb Cgil Reggio Emilia

“Questo disegno di legge ha l’obiettivo chiaro di azzerare la libertà e il diritto di manifestare il proprio dissenso – spiegano in una nota i sindacati – introduce nuovi reati penali, prevedendo il carcere per chi occupa strade e spazi pubblici o privati, limitando così le iniziative e le mobilitazioni sindacali. Si mette a rischio la capacità stessa del sindacato di difendere i posti di lavoro e di contrastare le crisi aziendali e occupazionali. Inoltre, il DDL prevede misure gravissime come l’incarcerazione di donne in gravidanza o con figli entro un anno di età e introduce il reato di resistenza passiva, rendendo impossibile ogni forma di dissenso pacifico, spesso necessaria di fronte alle condizioni disumane di molte carceri. Si tratta inoltre di una norma che ripropone interventi securitari e criminalizzanti nei confronti dei migranti, mentre il Governo sceglie di abolire crimini contro la pubblica amministrazione, spesso indicatori di infiltrazioni mafiose”.

“Il diritto di manifestare il dissenso non è a disposizione di questo Governo perché è un caposaldo della nostra democrazia – dichiara Cristian Sesena, Segretario generale Cgil Reggio Emilia – Non siamo disponibili a rimanere inerti di fronte a un provvedimento legislativo che, se approvato, rischia di inibire alcuni diritti fondamentali del sindacato, quali quello di sciopero e di manifestazione.”

“Nessuno vuole mettere in discussione l’esigenza prioritaria di garantire l’incolumità delle persone ed il rispetto dei beni pubblici e privati – aggiunge Roberto Rinaldi, Coordinatore Uil Modena e Reggio – ma questo decreto limita chiaramente il diritto costituzionale a manifestare. Le lotte per l’affermazione delle tutele sono il sale della democrazia, ogni atto autoritario va a discapito dell’autorevolezza delle Istituzioni, che invece, si fonda sul dialogo e non sulla limitazione delle forme di legittima e determinata manifestazione del proprio pensiero. Il Governo faccia un passo indietro.”