
REGGIO EMILIA – Giornata carica di tensioni ieri sul tema del progetto del Conad Centro Nord a Ospizio. E’ iniziata ieri mattina con una conferenza stampa delle opposizioni unite che hanno chiesto le dimissioni dell’assessore Pasini per la firma della convenzione con Conad, prima ancora della discussione della Mozione di iniziativa Popolare presentata poi nel pomeriggio in Consiglio Comunale dal Comitato che ha raccolto le firme per impedire che il progetto avanzi a discapito dell’attuale bosco urbano.
Alessandro Aragona, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha dichiarato: “Noi chiederemo espressamente le dimissioni dell’assessore Pasini che non ho esitato a definire da questo punto di vista un analfabeta politico”. Ribatte Giovanni Tarquini: “Da parte nostra c’è assolutamente una posizione di forte critica e contrasto per questa posizione non tanto del singolo assessore, quanto della giunta, in senso generale”

Poi nel pomeriggio è stata la volta della discussione della mozione con la cittadina che l’ha presentata che ha lasciato sentire al consiglio il cinquettio degli uccellini del Bosco urbano che non avranno più una casa. Trambusto in consiglio comunale dove gli altri cittadini del comitato hanno steso cartelloni e lenzuolate a favore del bosco, mentre il Presidente del Consiglio Comunale Matteo Iori invitava a smettere minacciando per regolamento di doverne chiedere l’allontanamento.
Infine i vari interventi dei consiglieri con una giunta spaccata, perché i Verdi hanno votato a favore della mozione. La mozione è stata quindi respinta con 12 voti favorevoli (Coalizione civica, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega Salvini premier, Lista civica Tarquini, Europa verde-Possibile), 17 voti contrari (Pd, Lista Marco Massari Sindaco) e 1 astenuti (M5S).
L’intervento del Sindaco Massari

“La nostra Amministrazione si impegnerà a fare, nel prossimo futuro, nella nostra città, molti interventi a forte contenuto di sostenibilità ambientale per quanto riguarda le politiche urbanistiche, della mobilità, abitative, produttive” ha detto il sindaco Marco Massari nel suo intervento.
“Come ha ampiamente illustrato l’assessore Pasini, la possibilità di modifiche radicali all’intervento che i promotori hanno presentato sull’area di Ospizio non sono giuridicamente possibili; questa Amministrazione dopo le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato non avrebbe potuto, anche volendolo, fermare l’intervento.
Parliamo di scelte future ma anche di come possiamo agire, nell’ambito delle possibilità legali, per migliorare ulteriormente il progetto di Ospizio nella fase strettamente attuativa. Ci confronteremo infatti con il soggetto attuatore Conad per ridurre al massimo gli impatti del cantiere, potenziare tra l’altro la dotazione di verde, la qualificazione energetica dell’edificio e la quota di suolo permeabile dell’intervento e per chiedere loro ulteriori contributi per interventi rigenerativi e di mitigazione su altre aree della città.
Ora, per una valutazione attenta e scevra da intenti polemici, vorrei ricordare tre fatti che chiariscono in modo netto la situazione che abbiamo affrontato e come l’abbiamo affrontata:
1) L’iter di questo progetto è ultraventennale, così come molto datata è la situazione di degrado che l’intera area ha progressivamente registrato. Dopo la chiusura dell’Ospizio, l’area è stata acquistata da privati, si è avviata ad un progressivo degrado e tolta dalla disponibilità dei cittadini. I primi progetti dei proprietari-attuatori prevedevano un centro commerciale più grande e un consistente intervento residenziale; su quella base è proseguito l’iter amministrativo per anni.
A fronte dei progetti presentati le Amministrazioni comunali precedenti hanno operato per migliorare il progetto, per renderlo maggiormente sostenibile dal punto di vista ambientale e soprattutto per inserire strutture di servizio alla popolazione del quartiere: un Centro socio-assistenziale, la Biblioteca, la Casa di comunità, ecc.
Il progetto è stato mitigato e migliorato da tanti punti di vista. Ed è stato condiviso da centinaia di cittadini del quartiere, da decine di associazioni; un progetto che offre servizi che i cittadini aspettano da anni: servizi che riguardano la salute pubblica, il welfare, la diffusione della cultura, l’assistenza dei più deboli. E’ quello che avremmo voluto noi oggi? No, ma va riconosciuto il lavoro difficile di miglioramento che è stato fatto.
2) Anche se avessimo preferito fermare il progetto ed aprirci ad anni di ulteriori incertezze (cosa ne sarebbe stata di quell’area con ampie zone degradate non fruibili?), non avremmo potuto farlo.
C’è uno stato di diritto, un diritto passato in giudicato anche dai tribunali amministrativi, che afferma il diritto dei proprietari-promotori a procedere. L’area è privata. Ricordo a tutti che è stato lo stesso Comune di Reggio Emilia nel 2022 a chiedere la sospensione dell’intervento al Tar, richiesta poi negata dal Tar e dal Consiglio di Stato. Non abbiamo strumenti legislativi ed urbanistici efficaci per intervenire su diritti acquisiti decine di anni fa. Dopo che gli ultimi atti politici della Giunta sono stati compiuti a maggio 2024, non c’era alcuna possibilità di fermare il diritto dei proponenti; un atto in tal senso del Comune avrebbe esposto il Comune stesso e la comunità reggiana a ricorsi milionari (a carico della collettività e quindi a scapito di servizi quali educazione, welfare, etc)… e poi avremmo lo stesso visto realizzarsi l’intervento.
L’assessore Pasini e i nostri funzionari hanno operato con il principio di massima attenzione e responsabilità per la tutela dell’interesse collettivo e nel rispetto delle leggi. Non abbiamo sinceramente capito le ragioni strumentali della destra, per chiedere le dimissioni dell’Assessore, a cui va tutta la mia stima e solidarietà per gli immotivati attacchi ricevuti. Richiesta del tutto infondata e che respingiamo nettamente!
3) Il terzo punto riguarda un aspetto delicato ed importante della vita politica e della partecipazione, argomento che ho toccato all’inizio dell’intervento, ma su cui vorrei tornare: la natura, i contenuti e i limiti del confronto tra istituzioni e cittadini.
Comprendo bene le ragioni morali e culturali della Mozione popolare, lo spirito che anima i promotori; uno spirito che spero sia aperto al confronto e non strumentale (come ho invece visto nelle forze di opposizione, alcune delle quali non sono certo paladine di lotte per l’ambientalismo e per la transizione energetica, se pensiamo solo agli innumerevoli condoni edilizi concessi negli ultimi anni), con questo spirito e queste posizioni la disponibilità dell’Amministrazione ci sarà sempre. Questo non vuol dire identità di vedute.
L’ambientalismo forte dell’Amministrazione si basa sul perseguire obiettivi legittimi e possibili, sul coinvolgimento della popolazione in un percorso onesto con basi scientifiche e tecniche solide. E lo stesso impegno vale per gli interventi per la Cura delle persone, del territorio, in ambito sociale, educativo e culturale. Tutta la maggioranza, nella pluralità e nelle diverse sensibilità rappresentate, sostiene la mia giunta su questa linea politica
In questi ultimi 4 mesi, come Giunta e consiglieri comunali di maggioranza, siamo stati aperti, disponibili e sinceri con i comitati e con la popolazione del quartiere. Sono stati fatti incontri, l’assessore ha ricevuto i comitati, abbiamo promosso un Consiglio comunale Aperto sul tema. In quelle sedi abbiamo detto chiaramente che la realizzazione del progetto era inevitabile e che avremmo fatto di tutto per introdurre ulteriori miglioramenti e compensazioni ambientali. Cosa che faremo appunto in fase attuativa.”


