VILLA MINOZZO (Reggio Emilia) – Il Tribunale di Bologna ha accolto l’appello della Procura di Reggio Emilia, disponendo la custodia in carcere per Cristian Chesi, il 49enne indagato, insieme al padre, nell’omicidio di Stefano Daveti. L’uomo, che si trovava agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, sostituirà la misura cautelare con il carcere in attesa dell’esito delle indagini preliminari.

Stefano Daveti, 63enne originario di La Spezia che da anni viveva in Appennino, era stato aggredito con una spranga nella sua abitazione e ridotto in fin di vita dopo una lite tra vicini, in località Morsiano di Villa Minozzo. L’uomo dopo 3 giorni di agonia si era spento all’Ospedale Maggiore di Parma il 25 giugno scorso a causa delle gravissime lesioni riportate durante un’aggressione.

La titolare del procedimento, dott.ssa Maria Rita Pantani, d’intesa con il Procuratore di Reggio Emilia, Calogero Gaetano Paci, ha proposto al Tribunale di Bologna – Sezione Impugnazioni Cautelari Penali – l’appello cautelare avverso l’ordinanza adottata dal Tribunale di Reggio Emilia che rigettava la richiesta della Procura di applicazione di misura cautelare della custodia in carcere nei confronti del 49enne indagato. Il Tribunale del capoluogo felsineo, ha accolto l’appello della Procura e per effetto ha riformato l’impugnata ordinanza disponendo nei confronti dell’indagato l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere in sostituzione di quella degli arresti domiciliari invece applicatagli dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia. L’ordinanza sarà eseguita una volta divenuta esecutiva. Il procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.