Andrea Bottazzi e Marco Merola

REGGIO EMILIA – “Il nostro centro storico ha bisogno di trovare una rinnovata identità, di recuperare la propria funzione di polo di incontro, di cultura, di aggregazione”. Andrea Bottazzi e Marco Merola, portavoce del Gruppo Migliorare, hanno espresso tutta la loro preoccupazione sulla situazione sempre più evidente di abbandono e desertificazione del cuore di Reggio Emilia durante un incontro con Carlo Pasini, assessore alla Rigenerazione Urbana del Comune di Reggio Emilia. 

“Lavorare e vivere in centro sta diventando un atto di eroismo – dicono – e molti commercianti e residenti se ne sono andati o stanno pensando di lasciare. Crediamo sia urgente intervenire su più fronti. In primo luogo sulla sicurezza, certo, senza quella nessun progetto potrebbe funzionare ed è impensabile pensare di far tornare la gente in centro se non ci si sente sicuri. Ma in contemporanea sarebbe fondamentale recuperare gli spazi vuoti, invertire la rotta di questi ultimi decenni e portare nell’esagono uffici, servizi pubblici e presidi sanitari, studentati e sedi universitarie. E magari incentivare il coworking e la condivisione degli spazi per studi professionali e attività commerciali”.

“Si dovrebbe applicare al centro storico un modello simile a quello che ha fatto nascere il Parco Innovazione. Un percorso strategico di rigenerazione urbana che veda pubblico e privato insieme”.

Sono numerosi infatti immobili e gli spazi che si potrebbero riempire di nuove funzioni per vivere e far vivere il centro tutti i giorni, durante tutta la settimana e non solo durante gli eventi.

A cominciare da spazi comunali vuoti, dall’ex sede dell’Ausl in viale Monte San Michele, la Banca d’Italia in piazza Martiri del 7 luglio, l’ex sede Aci o l’Opg, il Cinema Ambra. 

“Questi e altri palazzi chiusi o aree abbandonate da tempo – precisano Bottazzi e Merola – avrebbero la potenzialità per portare nuova linfa in centro storico. Le persone, i giovani, tutti dovrebbero avere luoghi da vivere, in cui lavorare o ritrovarsi. Anche di recente sono stati spostati 1500 studenti al Parco Innovazione, sedi di Albi Professionali e di altri servizi per le imprese. In un modo o nell’altro, il centro viene “sacrificato” per riattivare o far ripartire altre aree della città. Vorremmo lanciare un appello per attirare l’attenzione su quello che interpretiamo come il cuore pulsante del nostro tessuto urbano. Il modello delle ex Reggiane ha funzionato. Troviamone uno anche per riaccendere le luci che si stanno spegnendo nella nostra città”.