
Si è conclusa ieri poco dopo le 18 l’udienza per il processo d’appello per l’omicidio di Saman Abbas. In aula tutti e cinque i parenti imputati, il padre Shabar, lo zio Danish, i due cugini Nomanhulaq Nomanhulaq e Ikram Ijaz e la madre Nazia Shaheen, quest’ultima sempre a capo chino.
Il momento più atteso era la testimonianza di Ali, il fratello della 18enne pakistana, all’epoca dei fatti minorenne, oggi 20enne. Il giovane non vedeva la famiglia da 4 anni. Ha chiesto, al termine dell’udienza di poter vedere i genitori. In aula tuttavia ha parlato da dietro un paravento per evitare contatti visivi e il rischio di sentirsi condizionato. Intercettato da cameraman e fotografi al suo arrivo, è apparso con una mascherina chirurgica, orecchino e capelli rasati ai lati.
“Mamma le diceva di non andare via”, questa una delle ultime dichiarazioni del giovane, principale accusatore dell’intera famiglia, compresi i due cugini che in primo grado lo ricordiamo sono stati assolti. Ali Heider ha risposto alle domande della Procura, rappresentata dalla dottoressa Silvia Marzocchi, confermando sostanzialmente quanto già dichiarato al processo di primo grado circa ciò che accadde la sera del 29 aprile, quando lui mostrò al padre le registrazioni di una chat tra la sorella e il fidanzato di cui era innamorata.
“Ho visto mio zio che prendeva per il collo mia sorella, era tra la seconda e la terza serra”, questa una delle dichiarazioni rese in aula dal fratello.
Il processo è iniziato poco dopo le 14.30, e la madre di Saman, Nazia Shaheen, poco prima che testimoniasse il figlio ha chiesto di uscire per circa 15/20 minuti.
In prima istanza, iniziata l’udienza, è stato presentato dall’accusa un video prodotto dagli inquirenti, nuovo rispetto a quanto fino ad ora si è visto, con nuove immagini delle telecamere di videosorveglianza dell’area di Novellara in cui la famiglia Abbas viveva e per le parti mancanti delle ricostruzioni animate.
La Corte d’Assise d’Appello tuttavia si è pronunciata favorevolmente per il video ma limitatamente però alle immagini e ai video già utilizzati in primo grado, escludendo dunque le nuove e le ricostruzioni animate.


