
BAGNOLO IN PIANO (Reggio Emilia) – Il 10 aprile 1991, al largo del porto di Livorno, si consumava una delle più gravi tragedie della marineria civile italiana: lo scontro tra la petroliera Agip Abruzzo e il traghetto Moby Prince, da cui scaturì un incendio che costò la vita a 140 persone provenienti da tutta Italia. Tra loro anche Giuliano Salsi, cittadino di Bagnolo, che a soli 41 anni perse la vita in quella terribile notte. Sono passati ben 34 anni, ma il suo ricordo è rimasto vivo e forte, custodito e alimentato con affetto e commozione da amici, familiari e da tutta la comunità di Bagnolo. Anche quest’anno, come ogni 10 aprile, le istituzioni si sono ritrovate sulla banchina del porto di Livorno per commemorare le vittime della strage, in un toccante momento di raccoglimento e di memoria condivisa. Un abbraccio collettivo che ha unito in un momento di corale commozione e sgomento tutte le comunità colpite.



L’Amministrazione comunale di Bagnolo, rappresentata dal sindaco Pietro Cortenova e dalla vicesindaco Grazia Mosca, ha partecipato alla cerimonia, portando con sé la memoria di Giuliano e unendosi al dolore di chi gli ha voluto bene. La presenza dell’Amministrazione è stata anche un gesto di vicinanza e sostegno alla battaglia portata avanti dalle associazioni dei familiari delle vittime: una battaglia che chiede con determinazione giustizia. Purtroppo, nonostante indagini lunghe e complesse, ma dagli esiti controversi, non è ancora stata fatta piena luce su quanto accaduto: nessun colpevole, nessuna verità giudiziaria certa, nessuna giustizia per le vittime e per le loro famiglie. Oggi più che mai, anche grazie al lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta, si riaccende la speranza che venga finalmente riconosciuta una verità storica su quanto accaduto quella notte. La vicenda di Giuliano è diventata un simbolo di unità e di impegno collettivo: il Comune di Bagnolo continuerà ad essere al fianco di chi chiede chiarezza, nel nome della memoria e della dignità di tutte le vittime.




