di Giuseppe Adriano Rossi

REGGIO EMILIA – Centinaia di persone si sono raccolte in Cattedrale la sera di Lunedì dell’Angelo per pregare il Santo Rosario per Papa Francesco.

La recita corale è stata accompagnata dalla lettura di brani dell’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”, emanata da Papa Bergoglio il 24 novembre 2013, che ben ne riflette la visione che aveva della Chiesa.

Il valore di questo documento è stato sottolineato al termine della preghiera dall’arcivescovo Giacomo che ha ricordato la grande preoccupazione del Santo Padre per una nuova spinta missionaria, come si evince dal paragrafo 81. “Quando abbiamo più bisogno di un dinamismo missionario che porti sale e luce al mondo, molti laici temono che qualcuno li inviti a realizzare qualche compito apostolico, e cercano di fuggire da qualsiasi impegno che possa togliere loro il tempo libero. Ma qualcosa di simile accade con i sacerdoti, che si preoccupano con ossessione del loro tempo personale. Questo si deve frequentemente al fatto che le persone sentono il bisogno imperioso di preservare i loro spazi di autonomia, come se un compito di evangelizzazione fosse un veleno pericoloso invece che una gioiosa risposta all’amore di Dio che ci convoca alla missione e ci rende completi e fecondi. Alcuni fanno resistenza a provare fino in fondo il gusto della missione e rimangono avvolti in un’accidia paralizzante”.

Mons. Morandi ha rimarcato che la Chiesa deve essere in uscita, deve farsi carico delle situazioni di difficoltà e riscoprire il gusto dell’evangelizzazione, non nascondendo che molti possono rimanere colpiti e feriti dalle contraddizioni dei cristiani stessi. Il pericolo è la mondanità spirituale che si può annidare nei fedeli: non si cerca la gloria di Dio ma il proprio interesse personale. La mondanità diventa ostacolo all’annuncio.

L’arcivescovo Giacomo ha poi evidenziato l’attenzione di Papa Francesco alle “periferie”, alla marginalità, la priorità riservata agli ultimi e l’aver stigmatizzato la cultura dello scarto: e ciò è avvenuto non senza incomprensioni.

Altra peculiarità del Papa “venuto dalla fine del mondo” è stata la sua profonda devozione mariana, come dimostrano le frequenti visite nella basilica romana di Santa Maria Maggiore, che custodisce l’immagine della Vergine venerata con il titolo di “Salus populi romani”.

Papa Francesco e l’Arcivescovo Morandi

L’Arcivescovo ha quindi affermato di aver personalmente sperimentato, negli anni della sua attività nella Curia romana, la intensa passione per l’annuncio del Vangelo che ha sempre contraddistinto Bergoglio e la sua grande dote di sdrammatizzare. La dote dell’umorismo era una sua peculiarità e anche annunciandogli la nomina a vescovo di Reggio Emilia-Guastalla lo ha invitato a non perderla.

Mons. Morandi ha evidenziato l’importanza dell’annuncio del Regno di Dio, facendo sperimentare il valore della tenerezza, bontà e vicinanza del Cristo e ha infine ringraziato il Signore per il dono  grande di Papa Francesco, del suo magistero, dell’essersi speso per gli altri e di aver condiviso la sua situazione di malattia.