
REGGIO EMILIA – Nella notte che ha preceduto il 25 aprile sono stati affissi alcuni volantini alla sede della Fondazione Mondinsieme di Reggio, in via Marzabotto, sede anche dello “sportello antirazzista” fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale.
“Sicuri che il vero problema sia il razzismo?” così recita il volantino posizionato sotto la targa della Fondazione e sul cancello d’entrata. I volantini riportano il logo di Reggio Emilia Tricolore, un gruppo di estrema destra di ispirazione neofascista riconducibile a Casapound. Sotto a quella frase ben messa in evidenza viene anche riportato: “Almeno 28.000 euro in affidamento diretto a una cooperativa reggiana: ma quanto ci costa l’antirazzismo? Tutto questo mentre la città è sommersa da degrado, microcriminalità e baby gang di immigrati di seconda generazione”.

La Fondazione Mondinsieme ha condannato l’episodio e attraverso i canali social ha replicato rivolgendosi agli autori del gesto: “Il vero problema” è che se vi avessimo negato un appuntamento, se ci fossimo tirati indietro da un confronto, se vi avessimo impedito di intervenire in una delle numerose iniziative pubbliche che co-organizziamo e co-promuoviamo… Avremmo capito il perchè di questa azione.
Mondinsieme non è soltanto la sede della Fondazione ma anche la “casa” delle associazioni dell’Assemblea. Una “casa” dove la pluralità, la diversità, le lingue, le espressioni culturali e di fede si incontrano e lavorano insieme. Con l’obiettivo di contribuire – nel nostro piccolo – alla costruzione di un futuro plurale. E’ un momento particolarmente complicato per farlo, dove le tensioni internazionali e la messa in discussione della diplomazia, fa costruire muri fisici, barriere economiche e divisioni culturali alla cui base c’è il “noi” e il “loro”.
Se siete davvero interessati a sapere la risposta alla domanda che avete attaccato alla nostra casa, la prossima volta invece di aspettare il buio e sprecare della carta e del nastro adesivo, fateci una chiamata, inviateci una mail e parliamone. Perchè crediamo nel dialogo, perchè altrimenti potremmo pensare che del nostro punto di vista non ve ne frega nulla.”




