Opera “My name is Floria” (ph Luca Del Pia)

REGGIO EMILIA – E se Tosca fosse sopravvissuta al suicidio? Da questa domanda prende vita My name is Floria, la nuova opera commissionata a Virginia Guastella dalla Fondazione I Teatri / Festival Aperto, con Reggio Parma Festival, liberamente ispirata alla celeberrima protagonista pucciniana, che andrà in scena venerdì 16 e domenica 18 maggio al Teatro Ariosto di Reggio Emilia. La regia è affidata a Luigi De Angelis (Fanny&Alexander), Marco Angius dirige l’Icarus Ensemble, la regia del suono e il live electronics sono a cura di Tempo Reale.

L’azione di My name is Floria si svolge ai giorni nostri, liberamente ispirandosi al personaggio di Floria Tosca – sia al dramma di Sardou, sia alla versione di Illica e Giacosa per l’opera di Puccini. È ben noto che la storia si chiude con il suicidio di Tosca. Ma si finge che ella sopravviva, sicché quel finale si rovescia nell’inizio di una nuova storia. Floria è dunque una donna a noi contemporanea, vittima di un trauma fisico e psicologico, portatrice di un mondo emotivo complesso e alterato, lontana dai canoni rappresentativi della donna nel melodramma tradizionale. Il passato di Floria è fatto di ricordi dolorosi (non esclusa un’incarnazione di Scarpia), il presente di manifestazioni depressive, angosce e proiezioni mentali della sua personalità multipla. È fatto tuttavia anche di un processo di condivisione terapeutica con persone di simile condizione, che le restituirà equilibrio e fiducia. Le varie emergenze incarnate da quattro interpreti vocali in funzione di ruoli multipli e coro.

Opera “My name is Floria” (ph Luca Del Pia)

“Mi sono chiesta cosa succedesse nella mente di Floria appena caduta, ancora distesa a terra, schiacciata contro l’asfalto. Quell’asfalto poteva essere un marciapiede, il pavimento di un appartamento, poco importava. L’altezza, misurabile in metri da cui si può cadere non è mai stata al centro della mia riflessione. Doveva esserci una condizione di sofferenza e una caduta, il farsi male e basta. Un male psicologico, emotivo, fisico. Una condizione di trauma con una storia alle spalle da raccontare. Una storia, però – qui una differenza sostanziale per diventare un’opera di teatro musicale, la mia – di cui grossa parte di noi è stata spettatrice e partecipe“ commentaVirginia Guastella

Luigi De Angelis ne cura la regia: “In My name is Floria convivono più temporalità: il passato, sotto forma di mito (il tempo narrativo di Tosca), che si mescola e sovrappone al ricordo doloroso, incubotico, di un trauma più recente, simmetrico a quello dell’opera pucciniana. Il presente, tempo della paralisi, della morte apparente e di una lucida fase di pre-morte, in cui esperire una dimensione extracorporea, seguito da un lento risveglio dei sensi e dall’elaborazione progressiva del trauma, in una rinnovata coscienza di sé. Il futuro, come apertura alla prospettiva della guarigione e della cura, di nuova affermazione”

Tra la prima e la replica dell’opera, sabato 17 maggio, dalle ore 9.30, alla Sala Verdi del Teatro Ludovico Ariosto, Reggio Emilia, si terrà il convegno L’opera contemporanea in Italia: produzione, comunicazione e critica, organizzato dall’Associazione Nazionale Critici Musicali, in collaborazione con I Teatri di Reggio Emilia e Reggio Parma Festival
Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili

MY NAME IS FLORIA
Opera in un atto – Libretto di Virginia Guastella, con parti liberamente ispirate a testi di Victorien Sardou, Giuseppe Giacosa, Luigi Illica, Percy B. Shelley, John Keats
Musica di Virginia Guastella  – con Maria Eleonora Caminada, Laura Zecchini, Anastasia Egorova, Danilo Pastore, Giacomo Pieracci – Icarus Ensemble Direttore Marco Angius – Regia del suono e live electronics Tempo Reale (Giovanni Magaglio, Damiano Meacci) – Spettacoli: 16.05.2025 – h 20:00 e 18.05.2025 – h 15:30 al Teatro Ariosto (Reggio Emilia)