Foto volontari della Mensa dei poveri

REGGIO EMILIA – Giovedì 22 maggio tornano le celebrazioni per la festa di Santa Rita. Oltre alla benedizione delle automobili in Piazza Vallisneri, sotto il porticato della Chiesa dei Cappuccini verranno allestiti la consueta Bancarella delle rose e il Mercatino di Santa Rita. Il culto della monaca di Cascia è entrato a far parte del costume cittadino ormai da diversi secoli, precisamente da quando si attesta la presenza a Reggio in epoca rinascimentale della prima comunità di frati cappuccini. La santa umbra si contraddistingue per essere oggetto di grande venerazione in tutto il mondo. Tra i simboli entrati a far parte della devozione popolare, la rosa è sicuramente quello che la contraddistingue sopra tutti, richiamo alla Bellezza e all’amore di Dio. Nell’inverno prima di morire, Rita chiese di poter ricevere una rosa e due fichi dal giardino della sua casa. Nonostante il tempo ostile, questi apparvero miracolosamente nel medesimo posto indicato dalla santa. Proprio da questo aneddoto agiografico ha origine la diffusione dell’invocazione a Santa Rita per le cause perse od impossibili.

Da parecchi anni, a Reggio questa festività porta la cittadinanza a radunarsi nel cortile fuori la chiesa dei Cappuccini, nella centrale via Ferrari Bonini. Qui, dalla mattina fino alla sera, i prodi frati francescani si alternano in varie attività: la messa quasi ogni ora, le confessioni, il Mercatino di Santa Rita. Un fatto che contraddistingue questa festività è la benedizione delle automobili in piazza Vallisneri, occasione che vede ogni anno una generosa partecipazione di fedeli. Inoltre, sotto il porticato del Cinema Cristallo, verrà allestita la Bancarella delle rose benedette. Per la comunità monastica è un momento molto significativo in quanto, oltre a rinsaldare la loro calorosa presenza all’interno delle mura cittadine, costituisce una delle poche occasioni per poter ricevere offerte da impiegare per il loro sostentamento.

Una delle opere gestite dai conventuali che più beneficia dei soldi raccolti per Santa Rita è la Mensa dei poveri. Poco conosciuto ai più, il refettorio dei Cappuccini di Reggio ha origini molto antiche, tanto è vero che nel 1600 proprio i fraticelli reggiani venivano chiamati anche i “frati del paiolo”. Oggi questo luogo offre ai bisognosi un “pacco alimentare”, distribuito una volta ogni due settimane, con all’interno una spesa di prima necessità diversificata secondo le necessità di chi lo richiede. Inoltre, ogni pomeriggio dal lunedì al venerdì un gruppo di volontari che dedicano il proprio tempo a questa azione caritatevole prepara la cena calda (un primo, un secondo, pane e frutta) in appositi contenitori da gastronomia, che poi ciascun ospite andrà a consumare dove meglio crede.

La presenza della comunità cappuccina e le attività caritatevoli portate avanti con l’aiuto dei volontari rappresentano un vivace contributo all’accoglienza dei più poveri e al mantenimento della sicurezza nella zona centrale della nostra città. “Come mi ha confidato padre Davide Saccò – ha detto Daniele Maria Ragno – attuale Superiore della comunità monastica, oggi c’è assolutamente bisogno di un’attenzione particolare verso chi è in difficoltà economica o vive un disagio personale. Tante iniziative come questa aiutano, in modo silenzioso ed umano, a rinsaldare il fragile tessuto sociale cittadino, messo a dura prova dalle sfide della contemporaneità.