REGGIO EMILIA – A Palazzo dei Musei di Reggio Emilia è in programma sabato 24 maggio, alle ore 11.30, l’ultima visita guidata a Giovane Fotografia Italiana #12 | Premio Luigi Ghirri 2025, a ingresso libero, condotta da Ilaria Campioli curatrice del progetto assieme a Daniele De Luigi. La 12esima edizione dell’open call promossa dal Comune di Reggio Emilia in partnership con alcuni festival internazionali – che ogni anno offre un’importante ricognizione sullo stato della fotografia contemporanea Under 35 in Italia – è dedicata al tema “Unire/Bridging” e si interroga sul possibile ruolo delle immagini nella costruzione di ponti, intesi come occasioni di avvicinamento, dialogo e confronto con il mondo esterno. L’immagine come luogo e spazio di solidarietà e, persino, strumento di cura.

I sette progetti, selezionati ed esposti nella collettiva allestita al terzo piano di Palazzo dei Musei, affrontano temi spesso profondamente personali – dal lutto al confronto generazionale, dalla transizione di genere all’esilio – traducendo esperienze intime in racconti visivi capaci di stimolare empatia e riflessione. La memoria familiare, i rituali, il paesaggio e la lingua diventano metafore di un dialogo possibile tra passato e presente, tra individui e comunità. Ogni opera costruisce un ponte tra storie private e collettive, mostrando come l’arte possa generare comprensione, cura e nuove forme di appartenenza. La partecipazione, il recupero delle radici e la rilettura di identità complesse sono al centro di un processo creativo che unisce e apre spazi di riconoscimento reciproco.

Con il progetto Non sei più tornato, attraverso fotografie personali e immagini d’archivio pubbliche e familiari Serena Radicioli cerca di colmare il vuoto di un grave lutto personale legato a un fatto di cronaca nera e dopo anni avvolto ancora nel silenzio. Pasqyra e Lëndës (Sommario) di Erdiola Kanda Mustafaj è una ricerca sul tema dell’esilio composto da immagini frammentarie, presentato come una metafora che invita lo spettatore a riflettere sulla circolarità del tempo e della storia attraverso l’intimità di un paesaggio complesso e meditativo. La Festa dell’Equatore di Rosa Lacavalla si focalizza su rituali antichi e contemporanei di attraversamento di confini immaginari per creare una metafora della ricerca, da parte dell’umanità, di un punto d’incontro, intrecciando storie familiari e narrazioni contemporanee, realtà e sogno. Con The Shape of Our Eyes, Other Things I Wouldn’t Know Davide Sartori – vincitore del Premio Luigi Ghirri 2025 – prende spunto da aspetti della storia familiare per interrogarsi sul ruolo svolto tradizionalmente dalla figura paterna a partire da un confronto diretto con il proprio padre. Memorie del transitare di Grace Martella è un progetto visivo che indaga in modo intimo e personale il percorso di affermazione di genere di cui l’autrice fa esperienza, cercando di restituirne la complessità nello spazio e nel tempo oltre gli stereotipi visivi e narrativi. Ingrediente pentru un tort de miere, cu dragoste di Sara Lepore esplora un’identità familiare frammentata e riflette sul ruolo della lingua, al tempo stesso barriera e ponte, recuperando frammenti del proprio patrimonio attraverso gesti e rituali per ristabilire legami interrotti nel tempo. La Dote di Latera di Daniele Cimaglia e Giuseppe Odore è un progetto di arte partecipativa che, attraverso le storie degli abitanti di un comune della Tuscia e il loro coinvolgimento attivo, mostra come la cultura materiale tradizionale possa ispirare risposte sostenibili nel presente.