Comune di Reggio Emilia, immagine d’archivio

REGGIO EMILIA – Il Consiglio comunale ha approvato con 19 voti favorevoli un ordine del giorno urgente ex art.21 per la sospensione dei rapporti istituzionali con il governo israeliano. In apertura della seduta di ieri il Consiglio comunale di Reggio Emilia ha osservato un minuto di silenzio per Gaza. 

La decisione è stata presa nel corso della conferenza dei capigruppo di mercoledì scorso all’unanimità, per testimoniare vicinanza alla popolazione civile e condannare con forza la difesa messa in atto dal governo di Israele all’indomani del 7 ottobre 2023.

“La città di Reggio Emilia – si legge nel testo dell’ordine del giorno, presentato dai consiglieri di Verdi e Possibile, Lista Massari e Partito Democratico – è storicamente caratterizzata dall’impegno per la pace promosso da una diffusa cittadinanza attiva e responsabile, che ha svolto nel tempo innumerevoli mobilitazioni e iniziative culturali e politiche volte a prevenire e contrastare le guerre, favorire il dialogo internazionale, accogliere profughi, raccogliere e inviare aiuti nei contesti di conflitto armato.

In data sette ottobre 2023 migliaia di membri dell’organizzazione terrorista Hamas hanno attraversato le barriere poste al confine fra la striscia di Gaza e lo stato di Israele, commettendo un pogrom che ha contato più di mille vittime civili e catturando circa trecento ostaggi.
Nei giorni immediatamente successivi il governo di Israele ha iniziato un’operazione militare con il dichiarato obiettivo di “annientare Hamas una volta per tutte”.

Nel corso degli ormai seicento giorni dall’inizio del conflitto sono stati accertati diversi crimini di guerra da parte di Israele. Sono state bombardate scuole, ospedali e sedi di organizzazioni umanitarie, sono stati usati proiettili al fosforo bianco, la fame è stata utilizzata come arma nei confronti della popolazione civile, sono stati uccisi più di 200 giornalisti e 225 lavoratori in campo umanitario.

A maggio 2025 il computo è di 53’000 morti accertate, una cifra che il Lancet, il Palestinian Center for Policy and Survey Research ed altre istituzioni mediche ed umanitarie reputano essere considerevolmente (fino al 40%) sottostimate. Sotto alle macerie dei bombardamenti israeliani potrebbero essere morte dunque fino a 80’000 persone. Di queste si stima che il 70% siano donne e bambini.
La condanna da parte delle principali organizzazioni non governative che si occupano di diritti umani è stata sostanzialmente unanime.

Attraverso l’approvazione di questo ordine del giorno, il consiglio comunale impegna il sindaco e la giunta a interrompere ogni forma di relazione istituzionale con i rappresentanti del Governo Israeliano e con tutti i soggetti a esso direttamente riconducibili che non siano apertamente e dichiaratamente motivata dalla volontà di porre fine al massacro in corso, fino a che il rispetto del diritto internazionale non venga ripristinato. A trasmettere questo testo alle partecipate del comune e alle principali istituzioni pubbliche operanti sul territorio (AUSL, UNIMORE) affinché possano valutare decisioni simili, nel pieno rispetto delle leggi e delle rispettive competenze. A trasmettere questo testo al Governo Italiano e al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale”.