
di Giuseppe Adriano Rossi
REGGIO EMILIA – Con il suo stile diretto, a volte “tranchant”, e con ricchezza di citazioni di documenti e personalità, la sera di venerdì 6 giugno il prof. Stefano Zamagni, illustre cattedratico e cattolico attivamente impegnato sul tema dell’economia ha relazionato nell’affollata sala del Centro Pastorale “Sacro Cuore” su una tematica di particolare rilevanza anche sotto il profilo ecclesiale. L’incontro è stato presieduto dall’arcivescovo Giacomo Morandi, che si è occupato negli anni romani di questo argomento.
Essere “Custodi di risorse, costruttori di comunità: amministrare con speranza nella Chiesa”, può sembrare un argomento inizialmente rivolto a pochi addetti ai lavori, ma in realtà è profondamente inserito nella nostra visione pastorale e nel lavoro che ci vede tutti coinvolti, ha osservato il vicario generale mons. Giovanni Rossi aprendo l’incontro.
Ma il saper amministrare con discernimento e con la sapienza che viene dal Vangelo indica dove si trova il nostro cuore e la nostra testa nell’accompagnare le comunità: “Dove è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore”. Il vocabolario Treccani scrive che economia significa: amministrazione della casa.

Stefano Zamagni nel suo intervento ha innanzitutto raccomandato di recuperare la memoria storica sul magistero della Chiesa riguardo ai beni materiali, citando due documenti dei primi secoli della Chiesa sull’uso della ricchezza: la Lettera a Diogneto e il libretto datato 370 di San Basilio di Cesarea. Poi la sua riflessione si è appuntata sulla Regula Benedicti in cui il fondatore dell’Ordine benedettino si è preoccupato di dare puntuali indicazioni per assicurare autonomia e libertà ai conventi. La regola: ora, lege et labora esige che i monaci affianchino alla preghiera e al lavoro lo studio. Per arrivare all’enciclica di Giovanni Paolo II Sollicitudo rei socialis in cui è evidenziato il concetto di “strutture di peccato” a proposito dell’economia oggi.
Il relatore ha poi indicato tre modelli che possono permettere di raggiungere l’obiettivo proposto dal tema dell’assemblea diocesana: il caso Bologna (FAAC), il progetto attuato a Camaldoli e infine il caso Chieti (il seminario concesso all’Università, ma di proprietà della diocesi). Il prof. Zamagni è poi tornato su un tema a lui caro: il magistero di san Francesco e tre eredità del francescanesimo: i monti di pietà, i monti frumentari, i monti dei matrimoni (ancora esistente a Bologna, dove è la donna che dopo il matrimonio deve restituire quanto le è stato anticipato con il reddito del proprio lavoro). I francescani concludevano spesso l’omelia sottolineando che l’elemosina aiuta a sopravvivere ma non a vivere.
Altro tema è stata la sostanziale diversità tra donazione e dono, quest’ultimo tipico del cristiano: mi prendo cura di te, è una relazione intersoggettiva. Inoltre ha insistito sull’importanza di riprendere ad investire in cultura cristiana – e il pensiero è andato al ruolo sempre esercitato dal Centro Giovanni XXIII luogo per eccellenza in cui la Chiesa diocesana dialogava con la città. Ha rimarcato la sostanziale diversità tra fraternità e fratellanza e ha analizzato le peculiarità della teologia della prosperità. Zamagni ha raccomandato di saper coniugare nella comunità ecclesiale l’intraprendenza e la creatività dei giovani con la saggezza e l’esperienza degli adulti, formando gruppi di lavoro che con il Vescovo affrontino tematiche economiche. Ha quindi insistito sulla sostanziale differenza fra economia politica, di ispirazione protestante, ed economia civile – di ispirazione cattolica – di cui ebbe la prima cattedra a Napoli l’abate Antonio Genovesi; nonché tra povertà e miseria.
Non più quindi il principio homo homini lupus, ma homo homini amicus: quante situazioni cambierebbero. Occorre avere il coraggio di cambiare “paradigma” Certe teorie rendono lecito in economia il “bleffare”. E poi considerazioni, anche critiche, su assistenzialismo e filantropia e sulla necessità di qualificare la lotta alla povertà.
E’ chiaro che la Dottrina Sociale della Chiesa va aggiornata alla luce dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, dell’algoretica (definizione di principi fondamentali degli algoritmi), del principio di sussidiarietà.
Una relazione ampia e incisiva quella del prof. Zamagni, che ha suscitato un ampio e articolato dibattito. Grandi speranze e grandi aspettative ripone il relatore nell’opera di papa Leone XIV, ma anche nella capacità della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla: “speciale”, coesa, contrassegnata da diversità di opinioni di saper coniugare adeguatamente fede e beni materiali.
Affermava Tolstoj: se senti dolore sei vivo, ma se senti il dolore degli altri sei umano. E Aristotele annotava: la virtù è più contagiosa del vizio, a condizione che venga raccontata.




