
REGGIO EMILIA – Per un mese e mezzo Reggio Emilia è stata la capitale italiana della fotografia: appassionati, professionisti del settore, famiglie e curiosi hanno attraversato la città, respirando l’energia di un evento che ha saputo coniugare cultura e partecipazione. Mostre, eventi, incontri, presentazioni e concorsi hanno trasformato Reggio in un vero e proprio laboratorio di creatività e confronto. È stato questo il cuore di Fotografia Europea 2025, il più rilevante festival nazionale dedicato alla fotografia contemporanea. Il tema scelto per questa edizione, “AVERE VENT’ANNI”, ha esplorato, attraverso venti mostre curate da Walter Guadagnini, Tim Clark e Luce Lebart, il mondo interiore e sociale della Generazione Z, dando forma visiva alle sue speranze, paure e incertezze, offrendo al pubblico uno stimolo profondo per riflettere sul presente.
Hanno chiuso i battenti domenica 8 giugno le mostre (tranne la retrospettiva dedicata a Daidō Moriyama, che resterà aperta fino al 22 giugno) organizzate dalla Fondazione Palazzo Magnani e dal Comune di Reggio Emilia insieme agli altri soggetti che compongono la complessa macchina del festival, confermando le aspettative sulla qualità delle proposte culturali di questa XX edizione. Sono stati 14.034 i biglietti venduti per 20.000 presenze rilevate nelle sedi di Chiostri di San Pietro e Palazzo da Mosto, sedi in cui l’accesso era consentito solo con biglietto. A queste si aggiungono i visitatori delle mostre gratuite allestite all’interno di Palazzo dei Musei – la mostra di Luigi Ghirri e la XII edizione di Giovane Fotografia Italiana -, dello Spazio Gerra e della Biblioteca Panizzi, che hanno raggiunto le 35.000 presenze. Il totale dei visitatori della XX edizione è dunque di oltre 55.000.
Tra le numerose iniziative che hanno arricchito il programma del festival, spicca la quarta edizione del FE+SK Book Award, il riconoscimento dedicato all’editoria fotografica, nato dalla collaborazione tra Fotografia Europea e Skinnerboox, casa editrice di Jesi (AN) specializzata in fotografia contemporanea. L’edizione di quest’anno ha visto la partecipazione di oltre 200 progetti candidati. La giuria – composta da Chiara Capodici, Tim Clark e Milo Montelli – ha selezionato come vincitore “The Attachment Theory” di Jacopo Papucci, un progetto che, a conferma di quanto il festival sia diventata un’opportunità per gli artisti che vi partecipano, sta ottenendo ampi consensi nelle numerose presentazioni a cui è invitato. Le persone che hanno preso parte agli appuntamenti del programma inaugurale sono state circa 2.000 a cui si aggiungono i partecipanti agli eventi annullati a causa del lutto nazionale e recuperati durante l’ultimo weekend di mostre, registrando oltre 6.000 presenze, con il dj set degli Ofenbach che ha registrato il tutto esaurito nella Piazza Martiri del 7 luglio, e poi le serate a cura di Bruma e Vino e Vinili.
Successo anche per questa edizione del CIRCUITO OFF – l’evento collettivo e indipendente che completa Fotografia Europea con una serie eccezionale di mostre diffuse in tutto il territorio cittadino e provinciale – che ha presentato oltre 200 progetti di fotografi professionisti accanto a giovani alle prime esperienze, appassionati e associazioni. Parte di questo circuito è stato anche il progetto OFF@school che ha coinvolto più di 26 scuole di Reggio Emilia e provincia. Senza dimenticare lo Speciale Diciottoventicinque, il progetto formativo affidato quest’anno al duo artistico composto da Camilla Marrese e Gabriele Chiapparini, che hanno guidato i giovani partecipanti in una serie di incontri in presenza per indagare il tema di “Avere vent’anni” attraverso il rapporto tra fotografia e testo.
Ottimo risultato anche per le visite guidate e i laboratori di fotografia organizzati per le scuole di ogni ordine e grado dal Dipartimento Educazione della Fondazione Palazzo Magnani che ha portato in visita oltre 300 studenti, 130 persone con fragilità in collaborazione con Farmacie Comunali Riunite (progetto “Reggio Emilia Città Senza Barriere”), 7 incontri con anziani e operatori di ASP Città delle Persone (progetto “Sguardi riflessi”), 6 laboratori per bambini e famiglie. Sta prendendo sempre più piede, all’interno degli spazi di Fotografia Europea, l’organizzazione di eventi privati e a porte chiuse richiesti da aziende del territorio e non solo. Queste occasioni, pensate per offrire a dipendenti e clienti una serata speciale, si distinguono per la possibilità di visitare le mostre con una guida dedicata e di vivere gli spazi in esclusiva. Un’opportunità preziosa per curare le relazioni, stimolati dalla cultura e dalla bellezza dei luoghi. Quest’anno, gli eventi aziendali hanno registrato la partecipazione di circa 450 persone, a conferma del crescente interesse verso questa formula.
Non tutte le esposizioni di Fotografia Europea hanno chiuso i battenti l’8 giugno: la grande retrospettiva dedicata a Daidō Moriyama, maestro giapponese e pioniere della street photography, resterà visitabile fino al 22 giugno. Allestita nelle sette sale dei Chiostri di San Pietro, la mostra “A Retrospective” continuerà ad affascinare con lo stile diretto e poetico con cui Moriyama ha raccontato il Giappone del dopoguerra, in quella che è stata definita la mostra più completa mai allestita sull’artista e selezionata da The Guardian come migliore mostra fotografica dell’anno a Londra nel 2023. Oltre alla mostra di Daidō Moriyama ai Chiostri di San Pietro, resteranno aperte al pubblico: Luigi Ghirri. Lezioni di fotografia a Palazzo dei Musei, fino al 1 marzo 2026, Volpe Laila Slim e gli altri a Spazio Gerra, fino al 19 giugno con finissage di Un giro non solo di Jaz, Attraverso la luce. I primi 20 anni della fotografia nelle collezioni della Fototeca in Biblioteca Panizzi, fino al 5 luglio, This Body Made of Stardust alla Collezione Maramotti, fino al 27 luglio.


