REGGIO EMILIA – Reggio Emilia piange la scomparsa di Emerenzio Barbieri, figura di spicco della politica emiliana e parlamentare per tre legislature, stroncato da un infarto a 78 anni. Nato e vissuto a Reggio, Barbieri lascia la moglie, un figlio e gli adorati nipoti, oltre a una lunga carriera dedicata all’impegno politico e professionale.

Diplomato al liceo scientifico, Barbieri, che esercitava la professione di consulente aziendale, è stato fin dagli anni giovanili impegnato nella vita pubblica, prima come esponente della Democrazia Cristiana, per poi proseguire il suo percorso nel Ccd e nell’Udc. Eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel 2001, sostenuto dalla Casa delle Libertà, durante la XIV Legislatura, ha ricoperto l’incarico di segretario della Commissione Lavoro Pubblico e Privato, ed è stato membro di importanti organi parlamentari, tra cui la Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, la Commissione per il controllo degli enti previdenziali, e le delegazioni italiane presso il Consiglio d’Europa e l’Unione dell’Europa Occidentale.

Rieletto nel 2006 nelle liste dell’Unione di Centro nella circoscrizione Emilia-Romagna, ha assunto il ruolo di Vicepresidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione. Nel 2008, con l’adesione al Popolo della Libertà, viene nuovamente eletto deputato, sempre nella circoscrizione Emilia-Romagna. Alla Camera ha fatto parte del Consiglio Direttivo del PdL, contribuendo con competenza e dedizione al lavoro legislativo

La sua scomparsa lascia un vuoto nella comunità politica e nella sua terra d’origine, che ha sempre rappresentato con serietà e impegno.

Vasto il cordoglio nell comunità politica reggiana, i cui esponenti hanno ricordato la figura di Barbieri in numerosi messaggi sui social. “Lo iscrissi io alla DC. Fummo amici fraterni nella vita privata e per lunghissimi anni anche in quella politica: ci divise il “preambolo” – lo ricorda Pierluigi Castagnetti – I ricordi si affollano ora nella mia mente e nel mio cuore. Sodali persino nelle patologie sanitarie: venti anni fa fummo colpiti entrambi da infarto a distanza di pochi mesi, infarto “politico”, subito lui in un convegno in val d’Aosta e io in un comizio in Sicilia. Per noi la politica era intelligenza della storia, passione, lotta e amicizia, anche con l’avversario lealmente combattuto. Ci si voleva bene, non ci siamo mai sentiti funzionari di un’idea, ma militanti appassionati, sempre rispettosi di chi faceva lo stesso mestiere dall’altra parte. Ci lascia oggi un uomo politico totalmente dedicato, che ha saputo gestire con grande dignità il suo distacco, quando la politica non era più la sua”.

“L’emozione è profonda perché Emerenzio era un pezzo di storia della politica reggiana – scrive Mauro Del Bue” – Era un monumento della città. Lo ricordo consigliere provinciale, il più attento e meticoloso, il più esuberante. Ancora prima lo ricordo dirigente del movimento giovanile della Dc. Sempre in viaggio tra Reggio e Roma col suo immancabile maggiolone. Era sempre quel ragazzo estroverso, simpatico, effervescente, ciarliero. Perché Emerenzio si poteva moltiplicare ma era sempre lo stesso. Seguì Donat Cattin anche quando ruppe con la sinistra Dc. Gli era irresistibilmente fedele. Dopo il crollo dei partiti tradizionali fu con Casini nell’Udc, poi in Forza Italia. Quando viene meno un amico ti si stringe il cuore. Ma Emerenzio non era solo un amico. Era un’istituzione. Era la bella politica, una vita vissuta a cento all’ora, una rete di conoscenze che partivano dalle Alpi e arrivavano nel profondo Sud”.

Incontrai la prima volta Emerenzio il 9 maggio 1978, ricorda l’amico di lunga data Luciano Vallery, quando in tanti ci ritrovammo in piazza per onorare la memoria di Aldo Moro, ritrovato quella mattina ucciso dalle Brigate Rosse. Da allora nacque una frequentazione assidua attraverso la partecipazione alla piccola realtà di Reggio del gruppo di Forze Nuove, che faceva riferimento agli ideali politici di Carlo Donat-Cattin. Lunghe discussioni nelle Direzioni provinciali della DC, partecipazione assidua agli incontri annuali di Saint Vincent dove ci era consentito ricaricarci ascoltando i discorsi appassionati di Donat-Cattin.

Donat-Cattin venne anche nel 1987 a sostenere una campagna elettorale che vide impegnato Emerenzio con poche risorse e tanta voglia di impegnarsi: io facevo da autista nei percorsi di un Collegio che andava da Piacenza a Reggio. Quella volta non ci fu il successo che arrivò più avanti. Emerenzio mi supportò con grande impegno del mio tentativo di approdare in Consiglio Comunale nel 1990, sostenuto anche da Sergio Aguzzoli, suo cugino, e da Danilo Morini. Negli ultimi anni emergeva nei suoi discorsi la delusione per una politica che aveva perso molti degli ideali che avevano riempito l’impegno degli anni spesi per sostenere sogni e speranze dei tanti che lo hanno conosciuto e stimato.

“Ci mancheranno le sue battute taglienti, il suo spirito arguto, l’intelligenza brillante e la profonda passione politica che ha sempre saputo esprimere con umanità – lo ricorda Fabio Filippi – Ha lasciato un segno profondo in chi ha avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare con lui. Porteremo con noi il ricordo dei tempi del PdL – Popolo della Libertà. Fai buon viaggio, caro Emer”.

“Emerenzio: un nome più difficile da ricordare del cognome, ma tutti si appellavano a lui chiamandolo per nome, era facile abbattere le barriere nonostante gli incarichi prestigiosi ricoperti. E’ stato il primo politico di caratura nazionale che ho incontrato nel mio percorso politico – scrive Davide Ganapini, vice segretario provinciale Forza Italia Reggio Emiliagli sarò sempre grato per tutta la fiducia che ha mostrato nei miei confronti prima nel CCD – UDC e poi nel Popolo della Libertà, tanto che assieme ad altri amici risultammo fra i fondatori del PDL nel congresso nazionale del marzo 2009. La passione politica non si è mai spenta, ed era spesso oggetto di chiacchierate all’uscita da scuola, nella sua nuova veste di nonno. Di temperamento, poteva anche alzare il tono di voce in una discussione, ma ci ha sempre insegnato un valore fondamentale in politica che non deve mai essere dimenticato: il rispetto.

Il rispetto per l’avversario politico, per il collega di partito, per chiunque incontrasse sulla sua strada: ed è grazie a questo che ha potuto sempre beneficiare della stima e del rispetto anche dei suoi avversari, soprattutto dei democristiani che hanno scelto di collocarsi in un altro schieramento politico dopo lo scioglimento della DC. Una politica ancora anni luce lontana dall’avvento dei social network, fatta di riunioni, incontri fra tesserati e simpatizzanti, e tantissimi contenuti. Riunioni alle quali arrivava sempre puntuale, sempre elegante e soprattutto con l’inconfondibile maggiolone verde che lo ha accompagnato in tutti gli anni. Grazie Emerenzio!”

Il cordoglio per la scomaprsa arriva anche dal Presidente della Provincia di Reggio Emilia Girogio Zanni a nome anche del Consiglio provinciale e dell’intera Amministrazione: “Palazzo Allende era per lui una seconda casa: dai banchi del Consiglio provinciale, Barbieri ha dato voce a un impegno costante e appassionato per il territorio, contribuendo a scrivere una pagina importante della storia amministrativa locale. La sua esperienza e il suo rigore istituzionale sono stati un punto di riferimento anche a livello nazionale, dove ha ricoperto ruoli di rilievo come deputato e presidente di Commissione parlamentare.

La camera ardente è allestita presso l’abitazione di Via Gorizia, 21. I funerali si svolgeranno Martedì 17 giugno alle ore 9 presso la Chiesa parrocchiale di Regina Pacis. Al termine della funzione religiosa si proseguirà per il cimitero di Sesso. Il S. Rosario sarà recitato questa sera alle ore 21 presso l’abitazione.