
REGGIO EMILIA – RCF Arena Campovolo gremita ieri sera per il concerto di Lucino Ligabue, un evento che già si rivela indimenticabile. Centomila fan del rocker di Correggio sono accorsi da ogni angolo d’Italia nella nostra città per assistere al ritorno dell’artista nell’Arena reggiana, dove si esibisce per la quinta volta. Un concerto che celebra i 30 anni di Certe Notti e i 20 anni dal primo storico Campovolo.” Una vera e propria festa lunga due giorni, a partire da venerdì 20 giugno dove era stata “allestita” la “Ligastreet”, il boulevard in stile in stile Las Vegas all’ingresso dell’Arena divisa in aree tematiche: dalla Liga Games (tra flipper e calcio balilla), all’area giostre (con toro meccanico e molto altro) e l’area Insidethebox – Buon Compleanno Elvis 1995-2025 (un vero e proprio ligacorner con mostra fotografica e memorabilia), passando per il merchandising dedicato ed esclusivo, dai punti ristorazione all’area cinema, dal campeggio all’area sportiva, dallo spazio Tribute stage che verrà messo a disposizione per momenti di musica live, tribute band, talk powered by BarMario, fino all’area kids.

Ligabue dal palco ha voluto toccare alcuni dei temi più urgenti e attuali del nostro tempo, dal dramma delle guerre al riscaldamento globale e ha parlato anche del tema caldo dei sold out pompati.
Il mio nome è mai più, il brano contro la guerra cantato nel 1999 da Ligabue con Piero Pelù e Jovanotti che fece scalpore, Ligabue l’ha riproposta ieri sera con un’introduzione toccante, citando Roberto Benigni e denunciando i massacri in corso a Gaza, in Ucraina, in Sudan e in tante altre zone del mondo. Oggi quella canzone assume un significato ancora più universale. “Se non senti il dolore dei bambini, non sei umano”, ha detto, sottolineando l’urgenza di porre fine alla logica del riarmo. Oltre alla guerra, lo preoccupa il riscaldamento globale, tema affrontato in Cosa vuoi che sia, denunciando l’inerzia dei potenti.
L’artista si è soffermato anche sul tema dei sold out a tutti i costi, molte volte ottenuti con biglietti regalati o venduti a prezzi stracciati, criticando la competizione esasperata nel mondo della musica: «C’è una competizione assurda: se dal provino in casa non arrivi il giorno dopo a fare lo stadio sembra che ci sia qualcosa che non va. Ma è proprio questo che va. Serve un periodo di maturazione”.

E anche la macchina organizzativa della sicurezza ha funzionato: sono state impiegate circa 400 persone tra volontari della Croce Rossa, Polizia Locale e Forze dell’Ordine. Sul posto erano operative sei postazioni mediche e un punto di primo soccorso, attivi fino al completo deflusso del pubblico al termine del concerto.
Per garantire l’ordine pubblico, fino alle 6 di questa mattina è rimasto in vigore il divieto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche con gradazione superiore al 5% presso tutti gli esercizi pubblici, commerciali, artigianali, circoli e venditori ambulanti su area pubblica. Confermato anche il divieto di consumo, detenzione, somministrazione e vendita di bevande in contenitori di vetro e lattine negli stessi ambiti.


