
REGGIO EMILIA – Ha suscitato non poche polemiche la presenza nel bollettino dell’Unità pastorale Laudato Si’ di una Santa Messa “per il processo di Bibbiano che si sta concludendo nel primo grado“, in programma mercoledì 25 giugno alla chiesa del Sacro Cuore di Baragalla.
In merito alla vicenda è intervenuta la Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla che, attraverso un comunicato stampa, ha voluto precisare il significato di questa messa. “In relazione alla calendarizzata Messa del 25 giugno 2025 presso la chiesa del Sacro Cuore alla Baragalla – si legge – la Diocesi precisa che il significato e il senso di questa celebrazione deve essere l’occasione per invocare, in tutte le vicende giudiziarie prossime e lontane, equilibrio nei giudizi e pacificazione sociale”.

A rilevare perplessità riguardo la calendarizzazione di questa celebrazione è stato Marco Eboli. “A mia memoria – ha scritto Eboli, rivolgendosi all’arcivescovo di Reggio Emilia, Giacomo Morandi – non ho mai visto celebrare una messa per un processo giudiziario, ma nel caso specifico mi chiedo e chiedo a sua Eccellenza il Vescovo Morandi, per chi sono chiamati a pregare i fedeli. Per le persone imputate nel processo “Angeli e Demoni” accusati di reati contro bambini, o per i giudici che li dovranno giudicare? Ma soprattutto perché la Chiesa si deve schierare quando è in corso un processo giudiziario, al primo grado di giudizio. Purtroppo il parroco in questione non è nuovo a iniziative che hanno suscitato molte perplessità e disappunto tra i fedeli, relativamente al processo ‘Angeli e Demoni’. Il 19 novembre 2024 fu ospitata, sempre nella parrocchia del Sacro cuore, dove si dovrebbe tenere la messa di mercoledì 25 giugno, la presentazione del libro dell’avvocato Bauccio, che ha difeso lo psicoterapeuta Foti, con un titolo della locandina che non lasciava dubbi sulla parte che si intendeva tutelare, ossia il Dottor Foti. Alla luce di quanto avvenuto e sta per avvenire nella Unità pastorale alla quale appartengo, le chiedo se non ritiene necessario invitare anche i sacerdoti ad evitare di organizzare o consentire l’organizzazione di eventi che dividono i fedeli e tornare esclusivamente a promuovere l’unità della Chiesa in Cristo”.
Non si è fatto attendere il commento di Fabio Filippi, esponente di Forza Italia. “La vicenda ha dell’incredibile perché di fatto la Chiesa sembra schierarsi con gli operatori dei servizi sociali in attesa della sentenza quando, invece, dovrebbe prendere le difese dei più deboli che sono indubbiamente i bambini, le vere vittime del caso di Bibbiano. Marco Eboli ha ragione da vendere: per chi dovranno pregare i fedeli?”.


