REGGIO EMILIA – In seguito all’episodio avvenuto questa mattina, in cui un uomo di 41 anni, cittadino italiano con precedenti penali, è deceduto durante un intervento delle forze dell’ordine che ha previsto l’uso del taser, il Sindacato Italiano Militari Carabinieri (SIM Carabinieri), per voce del segretario generale Antonio Serpi, è intervenuto in difesa della professionalità degli operatori, sottolineando l’importanza di evitare giudizi affrettati.

“Ancora una volta le forze dell’Ordine sono sotto attacco di chi, strumentalizzando l’episodio avvenuto a Reggio Emilia in cui un giovane fuori controllo e violento, dopo essere stato fermato col taser è deceduto poco dopo in ospedale, vorrebbe ora privare gli operatori di tale importante strumento di difesa” si legge nella nota. “SIM Carabinieri, a nome del suo segretario generale Antonio Serpi, ha il dovere di rammentare l’indispensabile prudenza con cui è necessario valutare tali vicende e stigmatizzando con fermezza quei giudizi sommari che ad esempio furono fatti in analoga vicenda avvenuta ad Olbia nell’agosto scorso ed in cui invece si accerto’ poi che l’uso del taser nulla aveva a che vedere con l’arresto cardiaco per il quale morì la persona colpita”.

Il taser – proseguono – si è rivelato nel corso di questi anni uno strumento di difesa di straordinaria potenzialità che di fatto ha dimostrato di essere uno strumento di vita piuttosto che di morte. È doveroso sottolineare infatti che l’utilizzo del taser ha alla base i medesimi requisiti giuridici connessi all’uso legittimo delle armi e quindi l’immobilizzazione attraverso una scarica elettrica a bassa intensità di fatto evita quotidianamente che in quelle stesse situazioni venga utilizzata l’arma di ordinanza con ben differenti conseguenze. Nell’attesa che la magistratura svolga, in un clima di massima serenità, le dovute indagini sui fatti di Reggio Emilia, SIM Carabinieri intende manifestare la più sincera vicinanza al collega della Polizia di Stato coinvolto nei fatti, in quel clima di solidarietà e comunità di intenti con l’arma dei Carabinieri che da sempre lega insieme tutti gli uomini e le donne in divisa”.