
REGGIO EMILIA – Il carcere di Reggio Emilia diventa il palcoscenico di una pièce interamente scritta e interpretata dalle detenute transgender del reparto Orione dell’Istituto penitenziario reggiano. È andato in scena ieri mattina, all’interno dell’Istituto di pena La Pulce, lo spettacolo “La casa del cielo” che, insieme a “Una vite è caduta a terra”, è una delle due opere collettive realizzate da detenuti e detenute insieme alla Compagnia teatrale MaMiMò. L’iniziativa rientra tra le attività promosse da Comune di Reggio Emilia e Istituti penitenziari di Reggio Emilia nell’ambito del progetto triennale “Territori per il reinserimento Emilia-Romagna”, finanziato da Cassa delle Ammende e Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con il Ministero dell’Interno e il Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna, nell’ambito del festival Trasparenze.
L’esperienza, ormai decennale, fa del teatro un’opportunità di cambiamento e uno strumento per riflettere, raccontarsi, lavorare e relazionarsi con gli altri. Attraverso il lavoro teatrale, le persone detenute riscoprono l’ascolto, la disciplina creativa, la fiducia nel gruppo, la possibilità di essere altro e la scena diventa non solo espressione artistica, ma un atto in grado di dare voce a chi è invisibile, rompere l’isolamento e creare ponti tra dentro e fuori.

“L’arte e la cultura riescono a creare spazi di libertà di pensiero anche all’interno di una struttura chiusa come il carcere e ridanno valore all’essere umano nella sua parte più preziosa, che è appunto quella intellettuale e spirituale – ha detto l’assessora Alla Cura delle persone Annalisa Rabitti, partecipando all’anteprima dello spettacolo dedicata ai soli detenuti nel pomeriggio di venerdì – Progetti come quello del teatro in carcere servono proprio a quella ricostruzione della fiducia in se stessi e verso il mondo che è alla base della riabilitazione, che dovrebbe essere lo scopo di una struttura detentiva, e nella quale la cultura, e in questo caso particolare il teatro, sono elementi fondamentali. Ringrazio quindi le attrici e gli attori e Cecilia di Donato e la compagnia Mamimò, nonché la direttrice del carcere Lucia Monastero e tutto il personale che hanno permesso di concretizzare questa importante opportunità per detenute e detenuti”.
Il 12 dicembre, alle 18.30, sarà la volta dell’opera “Una vite è caduta a terra“, che vede protagonisti i detenuti del reparto maschile e anche in quel caso, come è avvenuto ieri mattina, la rappresentazione teatrale prevede la presenza di pubblico esterno: https://istanze.comune.reggioemilia.it/rwe2/module_preview.jsp?MODULE_TAG=SOCI_028
Lo spettacolo “La casa del Cielo”, scritto e recitato dalle detenute del reparto Orione, ha visto la partecipazione di Benedetta, Bianca, Dany, Lara, Jeane, Morena e Nicole. La regia è di Cecilia Di Donato e Lara Sassi, la drammaturgia di Lara Sassi, a partire dalle narrazioni delle ristrette, con la collaborazione di Martina Cafarella, Asia Dattolo, Susanna Debbi e Jonatan Mastellari.
Venerdì 12 dicembre, alle 18.30, andrà invece in scena lo spettacolo “Una vite è caduta a terra”, nato da laboratori di teatro svolto con alcuni detenuti del reparto maschile avanzato. “Una vite è caduta per terra”, un lavoro che interroga i confini tra fatica, desiderio e senso della vita. Parteciperanno i detenuti Ahmed, Anass, Angelo, Bruno, Danae, Davide, Gaetano, Khalil, Marco, Mattia e Sofia. La regia è Gian Marco Pellecchia, la drammaturgia di Paolo Bruini, testo realizzato con il contributo dei partecipanti al laboratorio. Con la collaborazione di: Danae Bilotti, Jeane Santos Dias, Sofia Gandolfi, Giulia Pirelli, Nyx Rota, Stefano Viani.




