Il sindaco Dallasta consegna la mappa storica di Guastalla al Cardinale Zuppi

GUASTALLA (Reggio Emilia) – La Città di Guastalla, durante il fine settimana appena trascorso, ha celebrato un anniversario di eccezionale rilevanza storica e spirituale: i 450 anni dalla Consacrazione del Duomo per volontà di San Carlo Borromeo. Il momento culminante delle celebrazioni si è svolto domenica 9 novembre, alle ore 17, con il Solenne Pontificale presieduto da Sua Eminenza Reverendissima Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Durante la cerimonia, il Comune di Guastalla ha conferito la cittadinanza onoraria al Cardinale Zuppi e all’Arcivescovo di Reggio Emilia-Guastalla, Mons. Giacomo Morandi.

Il sindaco Dallasta e Mons. Giacolo Morandi

Il Card. Zuppi e Mons. Morandi cittadini onorari di Guastalla per i 450 anni del Duomo. In tanti – ha detto il primo cittadino di Guastalla, Paolo Dallasta – potrebbero chiedersi perché anche un’istituzione laica e civile come il Comune debba co-partecipare alle Celebrazioni in ricordo di un evento religioso, la Consacrazione del Duomo avvenuta 450 anni fa per mano di San Carlo Borromeo. Credo che la risposta si possa facilmente ritrovare nella storia, che non è un guardare al passato in modo conservativo ma modo per pensare meglio al futuro, e nella forma architettonica della nostra Città.

Elementi che hanno plasmato la comunità guastallese nel corso dei secoli. Con la sua realizzazione, il Duomo completò l’assetto della nostra Piazza Maggiore, uno dei pochi esempi in cui si riflettono sullo spazio pubblico gli edifici dei tre poteri: quello del Principe nel Palazzo Ducale, quello della Comunità nel Municipio e quello Spirituale nella Concattedrale.

È quindi nella sussidiarietà tra Poteri e nel loro concorrere alla vita pubblica – continua il sindaco – che si è costruita materialmente e immaterialmente la nostra Città. Il Duomo in particolare riesce a sua volta a racchiudere tutti questi elementi: uno spazio certamente e ovviamente spirituale, voluto dal principe, destinato al popolo ma nel quale anche la Comunità ha messo il proprio segno.

Nella nicchia centrale della facciata capeggia infatti l’immagine della “Madonna del Popolo”, voluta dal Comune nel 1619 e di proprietà della Comunità fino a metà ‘700. La Madonna del Popolo non fu messa lì per caso. A lei era infatti intitolato il Granaio del Popolo il cui scopo era quello di dare ai poveri frumento a prezzo equo, un vero e proprio servizio di welfare ante litteram. Il Comune decise quindi di porre al centro della Chiesa più importante della Città l’immagine della Madonna patrona di un istituto di solidarietà; la lotta alla povertà al centro della vita pubblica.

Ecco quindi i motivi del perché anche il Comune ha ribadito il primo cittadino – ha il dovere di celebrare questo momento, per trovare nelle radici della propria storia la spinta a prodigarsi per chi ne ha più bisogno. E sono anche questi i motivi che hanno portato il Consiglio Comunale a votare all’unanimità le due cittadinanze onorarie che abbiamo conferito oggi. La prima è Sua Eminenza Card. Zuppi, Arcivescovo metropolita di Bologna e Presidente della CEI, che ci ha onorato della sua presenza oggi nel rinnovo della dedicazione del nostro Duomo.

La nostra Comunità – continua – intende esprimere profonda gratitudine per l’azione pastorale del Cardinale, che pone al centro la solidarietà e il dialogo tra popoli e religioni come mezzo per costruire la Pace e la Speranza. In particolare, volevamo segnalare la nostra vicinanza alle tante azioni per la Pace, in Ucraina e in Mozambico tra le altre, che hanno reso il Cardinal Zuppi un riferimento internazionale e un contraltare fondamentale in un mondo in cui la logica e il linguaggio bellicista sono sempre più egemoni.

La seconda è Sua Eccellenza Mons. Morandi, Arcivescovo della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla. Il Comune di Guastalla dal 2004 conferisce la cittadinanza onoraria al Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla ma quella di oggi non è stata una semplice prassi. Mons. Morandi in questi anni si è sempre mostrato particolarmente attento alla realtà guastallese, propiziando la riapertura del Santuario della Beata Vergine della Porta e sostenendo fattivamente la Fondazione Maldotti, istituzione culturale in cui sono soci proprio Comune, Parrocchia e Diocesi. A loro abbiamo donato la mappa storica della nostra Città, che richiama quella forma ideale, volendo anche utopica, che prova a mettere al centro la persona.

A loro consegniamo idealmente la nostra Città, affinché la possano proteggere nella preghiera e affinché quello spirito di collaborazione e Comunità che animava i guastallesi 450 anni fa possa essere ancora presente. Un grazie sentito – ha concluso – alla Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, all’Unità Pastorale B.V. della Porta, alla Fondazione Maldotti e agli sponsor che hanno reso possibili gli eventi di questi giorni e quelli futuri. Chi ha partecipato oggi porterà per sempre nel cuore questo momento”.