
REGGIO EMILIA – Questa mattina, nella sede di Confindustria Reggio Emilia di via Toschi, si è tenuta una conferenza stampa dedicata all’impegno sociale del Consorzio Renergy, che anche quest’anno ha scelto di sostenere alcuni enti del terzo settore attivi in ambito assistenziale e sanitario sul territorio reggiano.
Il Consorzio Renergy, gruppo di acquisto promosso da Confindustria Reggio Emilia e attivo nei settori energia e telecomunicazioni, ha donato 50.000 euro a favore di 5 realtà reggiane, che hanno ricevuto 10mila euro a testa. Gli enti che quest’anno sono stati scelti e approvati dal consiglio direttivo sono: Associazione …e Terre Nuove ODV, Associazione Stelle ai Piedi Onlus, Cooperativa sociale Bucaneve, Sa.Re ODV e Università 21.
“Renergy è un consorzio senza scopo di lucro, che opera per conto di oltre mille realtà economiche con costante focus su innovazione e consulenze di elevata professionalità – spiega il Presidente del Consorzio Oscar Riccò – Abbiamo quindi voluto confermare anche per il 2025 il nostro sostegno alla collettività, valorizzando il prezioso lavoro degli enti del terzo settore e rafforzando il legame con il territorio”.
Durante la conferenza sono intervenuti i rappresentanti delle varie Associazioni.

…e Terre Nuove Odv è un’associazione di volontariato che promuove iniziative di solidarietà per famiglie e persone fragili con problemi abitativi (Progetto “La Mia Casa”) anche attraverso l’arte, la formazione e le relazioni di comunità.
“È per noi una grande emozione poter contare su questa donazione – spiega Maria Cristina Ovi, presidente dell’Associazione -. Grazie a questo contributo potremo portare avanti il progetto La mia casa. Nel 2020 siamo diventati un’ODV e oggi gestiamo due appartamenti: uno in affitto e l’altro in comodato d’uso, dove ospitiamo famiglie in difficoltà. Uno dei temi più attuali è proprio quello della casa, un problema enorme.
I nostri progetti, realizzati in collaborazione con i servizi sociali, hanno una durata variabile dai 12 ai 24 mesi: un periodo che consente alle famiglie che aiutiamo di raggiungere una maggiore autonomia. Si tratta sempre – continua – di nuclei con bambini, e finora l’esperienza è stata molto positiva, con ottimi riscontri da parte loro. Questa nuova donazione ci permetterà di aprire un terzo appartamento, messo a disposizione grazie al gruppo cittadino di Rivalta. Nel 2022, uno degli appartamenti è stato utilizzato per ospitare la comunità di Via Petrolini, nata dall’intuizione di Don Matteo Mioni, che propone misure alternative al carcere. Oltre all’accoglienza – conclude – portiamo avanti anche attività culturali e iniziative di raccolta fondi per sostenere le nostre attività”.
La Cooperativa Sociale Bucaneve, nata nel 1983, offre assistenza e supporto a persone con disabilità fisiche e cognitive con l’obiettivo di migliorare la loro qualità della vita attraverso attività di socializzazione e progetti di inclusione sociale.
“La nostra è una piccola cooperativa sociale nata quarant’anni fa – spiega Sara Costa, presidente di Bucaneve -, in continuità con i percorsi scolastici, per offrire ai giovani la possibilità di lavorare in un ambiente protetto. Da quell’esperienza è poi nato il centro socio-occupazionale, inizialmente come laboratorio e successivamente come cooperativa vera e propria”.
È intervenuta anche Sara, testimone diretta del lavoro svolto all’interno della Cooperativa: “Durante la giornata facciamo tante attività diverse: lavoriamo in cucina, realizziamo oggetti con il decoupage, curiamo il giardino, partecipiamo a laboratori di teatro. Tutte queste esperienze ci aiutano a crescere, a stare insieme e a migliorare la nostra quotidianità.”
Sa.Re è una Odv che promuove e incrementa il patrimonio tecnologico delle strutture sociosanitarie locali, favorendone le opere di manutenzione e l’implementazione, e sostiene la ricerca scientifica in collaborazione con enti locali e istituzioni.
“Sa.Re. – dichiara Roberto Abati, vicepresidente dell’associazione – è l’acronimo di Sanità Reggiana: abbiamo scelto di non legarci a un singolo reparto, ma di intervenire sulle criticità trasversali del sistema sanitario, quelle che spesso non hanno un punto di riferimento preciso a cui appoggiarsi. Sul territorio reggiano non mancano le difficoltà, soprattutto in un momento in cui si parla di tagli alla sanità.
I nostri progetti portati avanti in modo uniforme – continua – mirano proprio a colmare queste carenze: tra le iniziative in corso ci sono la fornitura di elettrocardiografi per le strutture dell’Appennino e il completamento del pagamento di un robot per la riabilitazione, destinato all’ospedale di Correggio”.
Stelle ai Piedi Onlus è un’associazione senza scopo di lucro, fondata per consentire le cure a favore di Regina, bambina reggiana nata con una rara malformazione ossea alla gamba destra, l’emimelia tibiale di IV grado, ma col più vasto obiettivo di fare informazione e formazione ai medici ortopedici in Italia ed essere di sostegno alle famiglie di bambini con malformazioni ossee agli arti inferiori o superiori.
“Sono presidente dell’associazione Stelle ai Piedi, ma prima di tutto sono una mamma – racconta Alessandra Lolli -. L’associazione nasce da un’esperienza personale, legata a mia figlia, che oggi ha quattro anni ed è nata con una rara malformazione ossea. All’inizio abbiamo dovuto affrontare molte difficoltà, soprattutto nel percorso per ottenere una diagnosi. Da qui è nata l’idea di creare Stelle ai Piedi: con questa realtà desidero offrire sostegno ai genitori che si trovano nella mia stessa situazione.
Grazie al contributo ricevuto, siamo riusciti a realizzare un percorso che mia figlia sta già vivendo e che potrà essere utile anche ad altri bambini. L’obiettivo dell’associazione è costruire un comitato scientifico e promuovere una corretta formazione. Siamo una realtà giovane – conclude – nata come progetto personale, ma con il desiderio di sostenere quante più famiglie possibili”.
Università 21 è un’associazione nata 10 anni fa, che promuove l’inclusione universitaria per studenti con disabilità cognitivo-comportamentali.
“La nostra associazione, Università 21, è nata nel 2015 – racconta Loretta Melli, presidente -, ispirata dall’esperienza personale con mio figlio, che ha una disabilità cognitiva. L’obiettivo è offrire a ragazzi e ragazze con disabilità cognitiva la possibilità di proseguire gli studi dopo le scuole superiori, grazie a una convenzione con l’Università di Modena e Reggio Emilia (Unimore). Non conseguono una laurea, ma un attestato che certifica le competenze acquisite.
È un percorso formativo prezioso – continua – che permette loro di crescere, creare relazioni, sviluppare autonomie e ampliare le proprie conoscenze, vivendo un’esperienza universitaria autentica insieme ai coetanei. Siamo molto orgogliosi di questo progetto: in dieci anni hanno partecipato 55 studenti, e oggi sono 31 quelli che frequentano l’università. Grazie alla donazione ricevuta, possiamo continuare a sostenere i progetti già avviati, come l’appartamento che Acer ci ha concesso per gli studenti fuori sede, situato in uno studentato e completamente immerso nella vita universitaria. Stiamo cercando anche un secondo alloggio per gli studenti provenienti da fuori regione, così che possano imparare a gestirsi in autonomia, sempre con il supporto delle nostre educatrici. Portiamo avanti, inoltre, un progetto dedicato all’inserimento lavorativo dei nostri studenti”.
La dott.ssa Bertani, intervenendo sul tema, ha aggiunto: “Siamo riusciti a entrare in un bando regionale, grazie al quale dodici ragazzi hanno trovato inserimento in aziende del territorio — nel settore alimentare, meccanico, sportivo e nelle scuole dell’infanzia —, sempre con il supporto costante delle nostre educatrici, che li seguono. Le aziende coinvolte hanno mostrato grande soddisfazione e collaborazione. Le nostre educatrici sono figure altamente qualificate e il loro impegno merita di essere riconosciuto: la donazione ricevuta ci aiuta proprio ad abbattere i costi e a garantire la continuità di questi progetti”.




