GUASTALLA (Reggio Emilia) – Anche quest’anno il Rotary Club di Guastalla rinnova l’iniziativa, nata nel 2018, del “Premio Ferrante Gonzaga Rotary Guastalla” che si svolgerà il26 novembre 2025 alle ore 18:30 presso la Sala dell’Antico Portico di Palazzo Ducale a Guastalla, con apertura al pubblico.

Il progetto, ideato dall’Associazione rotariana locale, intende premiare una personalità del territorio che si sia distinta in campo professionale, culturale, lavorativo e sociale nell’ambito del territorio stesso, in ambito nazionale od internazionale con lo stimolo di distinguere e portare ad esempio chi crea valore per se e per gli altri. Il territorio, da regolamento, si indentifica nell’area degli 8 comuni appartenenti all’Unione Bassa Reggiana.

La manifestazione si articola in due momenti: il primo, l’assegnazione della statuetta in bronzo che riproduce l’effige di Ferrante I° Gonzaga, copia esatta di quella realizzata da Leone Leoni; il secondo, la consegna di una somma di denaro (costituita in parte da donazioni del Rotary Club di Guastalla ed in parte da liberalità provenienti da società e persone fisiche ricercate dal Club) ad una o più associazioni di carattere benefico sociale e/o di volontariato del territorio per aiutarle a portare avanti il loro indispensabile lavoro.

La Commissione Giudicatrice del Premio Ferrante Gonzaga ha designato all’unanimità, quale vincitore dell’edizione 2025, il Dott. Tiziano Soresina, giornalista e scrittore. Il vincitore, concordando con il Rotary Club di Guastalla, assegnerà la somma ricevuta all’Associazione Tumori di Guastalla.

Dopo i saluti istituzionali, ad arricchire l’evento, il Dott. Fiorello Tagliavini, Assessore alla Cultura del Comune di Guastalla, terrà un interessantissimo intervento dal titolo “Leone Leoni scultore di Corte. La statua di Ferrante Gonzaga”.

“Tiziano Soresina, è un giornalista professionista impegnato a raccontare, dai primi anni Ottanta, con serietà, dignità e conoscenza le vicende del territorio, in particolare la cronaca nera-giudiziaria che ha occupato gran parte della sua attività. Relativamente alla maxi operazione antimafia Aemilia ha scritto due libri ma è anche stato consulente giornalistico per un docufilm di valenza nazionale.

Ha, infatti, seguito passo dopo passo l’evolversi della grande inchiesta poi sfociata nell’articolato processo sulla ‘ndrangheta emiliana, infiltrazioni divenute poi radicamento di una mafia che si è fatta sistema. Ha ricostruito minuziosamente e con passione di cronista la presenza mafiosa nella regione “modello” d’Italia, illustrando anche la ragnatela ‘ndranghetista poi propagatasi nelle terre del Po.

Aemilia è stato il più importante maxi processo al Nord contro la ‘ndrangheta, al pari di quelli famosi tenutisi al Sud, cioè a Palermo e Vibo Valentia. Il primo grado di giudizio si è svolto nell’aula-bunker del tribunale di Reggio Emilia blindata come non mai, con giudici e pubblici ministeri sotto scorta, imputati, pentiti e giornalisti finiti più volte nel mirino (come Tiziano Soresina). Oltre all’impegno come giornalista e scrittore, si è reso disponibile da anni a raccontare quanto accaduto nelle scuole al fine di non far dimenticare, di non far sì che in Val Padana la nebbia cancelli i confini tra lecito e illecito, affinché non diventi un mantello naturale sotto il quale nascondere delitti, corruzione e imbrogli finanziari. Relatore a convegni e congressi nazionali antimafia, ha inoltre firmato diverse pubblicazioni di carattere sportivo (basket, pugilato e motonautica) ma anche legate al Po, agli artisti padani e alla storia nonché alle tradizioni della Bassa emiliana”.