
REGGIO EMILIA – Si è spento questa mattina Ermete Fiaccadori, 80 anni, presidente dell’Anpi di Reggio Emilia. Uomo molto noto in città e non solo, Fiaccadori ha ricoperto numerosi ruoli e incarichi lungo i decenni che hanno segnato la storia della città di Reggio Emilia. Nato in una famiglia di partigiani, il suo impegno per la democrazia e l’antifascismo è sempre stato un baluardo che ha guidato e caratterizzato la sua vita.
Fu presidente della Reggiana Calcio, che condusse fino alla storica promozione in Serie A, direttore di Festareggio, l’appuntamento che per anni animò il Campovolo prima di trasformarsi nella Festa dell’Unità, e, dal 2016, presidente dell’Anpi di Reggio Emilia. Proprio quest’anno, a marzo, Ermete aveva compiuto 80 anni.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nell’intera comunità reggiana, che oggi perde una delle sue voci più autorevoli e fedeli ai valori della democrazia.
“L’ANPI di Reggio Emilia – si legge in post pubblicato sui social – annuncia con profondo dolore la scomparsa del proprio Presidente Ermete Fiaccadori. Un compagno, un amico, un testimone, un uomo che ha con passione incarnato i valori per cui la nostra associazione è nata ed esiste, condividendo con noi la passione per la memoria, la giustizia e la libertà.
In questo tristissimo momento l’ANPI vuole ricordare la sua figura nello sviluppo di un’intera vita dedicata alla passione civile e all’interesse comune: dalla sua iniziale esperienza formativa nelle organizzazioni del PCI al ruolo di giovane amministratore pubblico del comune di Reggio Emilia, nelle giunte Bonazzi e Benassi, e poi nelle responsabilità di dirigente cooperativo nel settore agricolo e del consumo.
Nel suo percorso di vita – continua -un’esperienza importante e ricca di soddisfazione fu la presidenza dell’A.C. Reggiana negli anni della sua prima promozione in serie A e dirigente del Bologna calcio. Più recentemente, ancora nella dimensione civile e politica, ricoprì ruoli di responsabilità nell’Ulivo e nella attività amministrativa del PD. In coerenza con il lascito familiare dell’esperienza partigiana del padre, Ermete venne eletto Presidente provinciale dell’ANPI nel 2016. Fu il primo Presidente dell’Associazione non partigiano e nominato anche tra i presidenti onorari dell’Anpi Nazionale.
Nel corso dei nove anni della sua responsabilità l’ANPI – prosegue il post – ha affrontato fasi complesse e di trasformazione nella vita internazionale, nazionale e locale. Mentre veniva gradualmente a meno il contributo prezioso dei partigiani ancora attivi l’ANPI ha condotto avanti, declinandoli nel presente, i valori della Resistenza e della Costituzione: ha affrontato le battaglie dei referendum costituzionali, ha espresso il suo impegno per la pace in un mondo che sempre più mostra pericolose spinte belliciste oltre a mantenere fermo, sia a livello provinciale che nelle attività delle Sezioni, il proprio impegno per la trasmissione della memoria in primo luogo verso la scuola e le giovani generazioni.
In occasione di recenti rigurgiti neofascisti l’ANPI è stato il punto di riferimento della rete delle istituzioni e associazioni antifasciste, che hanno saputo dare vita ad una mobilitazione di massa. Come Presidente, non partigiano, ha custodito con coraggio la memoria della Resistenza, non come un capitolo del passato, ma come una lezione viva per il presente.
Ciao Ermete – conclude – e grazie per avere con noi difeso ogni giorno i valori di libertà e democrazia e il lascito della Resistenza. Abbracciando Annusca, Tania, Marco, e tutti i famigliari, li ringraziamo per averlo sostenuto e assecondato nel mantenere attivo il suo impegno verso l’ANPI fino all’ultimo giorno”.




