
REGGIO EMILIA – Si è tenuta oggi, presso la sede della Prefettura di Reggio Emilia, la conferenza di presentazione del Dibattito Pubblico dedicato al progetto di realizzazione del nuovo invaso montano in Val d’Enza. Coinvolgere attivamente le amministrazioni e tutti gli attori del territorio, interessati alla discussione dell’intervento e delle azioni sinergiche finalizzate a soddisfare i fabbisogni idrici dei comuni delle province di Reggio Emilia e Parma, e raccogliere le loro osservazioni e proposte migliorative: sono queste le finalità del Dibattito Pubblico, coordinato da Andrea Pillon della Società Avventura Urbana.
L’iter si concluderà il 10 febbraio 2026, con la presentazione della relazione finale a cura dello stesso Pillon. All’evento di presentazione del programma dei lavori erano presenti: il Prefetto, Dott.ssa Maria Rita Cocciufa, il Commissario Straordinario del Governo, Prof. Ing. Stefano Orlandini, la Presidente del Consorzio di Bonifica Parmense, Dott.ssa Francesca Mantelli, e il Presidente del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, P.A. Lorenzo Catellani.
Il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DocFap), è stato finanziato dai due Consorzi di Bonifica e in parte maggioritaria dalla Regione. I lavori sono stati coordinati dal Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale secondo quanto condiviso tramite specifica Convenzione con la Regione Emilia-Romagna, l’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, il Consorzio della Bonifica Parmense e l’Agenzia Territoriale dell’Emilia-Romagna per i Servizi Idrici e Rifiuti (ATERSIR). Il dibattito sarà aperto a tutte le amministrazioni, agli enti, alle associazioni rappresentative dei portatori di interesse e ai cittadini interessati.

“Il dibattito pubblico parte oggi – ha detto il Responsabile del Dibattito Pubblico, Andrea Pillon – con la pubblicazione, sul sito www.dptorrentenza.it, della relazione di progetto. Da questo momento si apre il percorso partecipativo che durerà fino al 10 febbraio, data entro cui consegnerò la mia relazione finale, nella quale saranno raccolte e restituite tutte le osservazioni emerse. I cittadini avranno 60 giorni, quindi fino al 29 gennaio, per inviare contributi e osservazioni.
Tutta la documentazione – continua – sarà disponibile sul sito del dibattito: la relazione di progetto – che è un estratto del Docfap – e, per i più esperti, anche alcune sezioni tecniche del documento completo. Il materiale sarà quindi accessibile a cittadini, associazioni e amministrazioni.
Sono previsti due incontri pubblici di presentazione del progetto, il 12 dicembre a Vetto e il 18 a Sorbolo. A questi seguirà un ciclo di 5-6 incontri tematici dedicati a categorie economiche, agricoltori, ordini professionali, imprese e associazioni ambientaliste, per approfondire gli aspetti di interesse specifico. Se necessario, potranno essere aggiunti altri appuntamenti nel corso del dibattito. Il dibattito pubblico ha un ruolo chiaro: raccogliere tutte le osservazioni, comprese critiche e opposizioni. Il mio compito – conclude – è sintetizzarle nella relazione finale”.
“Questo – ha dichiarato il Commissario Straordinario del Governo, Prof. Ing. Stefano Orlandini – non è un momento formale: è l’avvio di un cammino collettivo. Il progetto potrà essere modificato, integrato, migliorato in base ai contributi che emergeranno. Il mio impegno è che ogni osservazione venga ricevuta con serietà e considerazione. Avvalendoci di procedure condivise e di trasparenza totale, possiamo costruire un progetto che sia valido dal punto di vista tecnico, idraulico e ambientale, e al tempo stesso accettabile e sostenibile per le comunità locali. Oggi – conclude – lanciamo questo invito al dialogo: vi chiediamo di partecipare con spirito costruttivo, con criteri tecnici e con la responsabilità che ciascuno di noi ha nei confronti del territorio e delle future generazioni”.
“Si tratta di un intervento di grande importanza per la sicurezza del territorio – ha detto il Prefetto di Reggio Emilia, dott.ssa Maria Rita Cocciufa – particolarmente fragile dal punto di vista idrogeologico e idraulico. La scelta di nominare una struttura commissariale ad hoc, si è rivelata in molti casi una decisione efficace. E’ fondamentale che l’intervento avvenga in collaborazione con il territorio e quello reggiano è un territorio molto disponibile e collaborativo. Gli enti locali spesso si trovano in difficoltà per la mancanza di personale, ma sono certo che il commissario potrà contare su tutta la loro collaborazione. Anche i Comuni – conclude – avranno bisogno di sostegno e disponibilità: così si riuscirà a lavorare efficacemente per raggiungere l’obiettivo della realizzazione dell’opera“.




