
REGGIO EMILIA – La ricchezza del repertorio proposto in occasione della Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, e che vede la partecipazione della Cappella Musicale della Cattedrale con la direzione del maestro Primo Iotti, insieme agli strumentisti Innocenzo Caserio e Simone Copellini, rappresenta un vero e proprio pellegrinaggio musicale. Spaziando attraverso quattro secoli di musica sacra, la proposta musicale metterà in luce la multiforme capacità ispiratrice della devozione mariana e, ciò che afferma Dante nel famoso XXXIII canto del Paradiso, lo si può applicare al contesto della musica sacra: Maria è veramente quella “fontana vivace” per la quale vari compositori hanno a lei dedicato pagine memorabili.
Il concerto di musica sacra, per organo, coro e due trombe Veni Emmauel, si terrà nella Chiesa di Sant’Agostino lunedì 8 dicembre 2025, alle ore 21.00 a ingresso libero.
Canto gregoriano, polifonia sacra di varie epoche, insieme ai dialoghi strumentali proposti, offrono all’ascoltatore una preziosa ricchezza musicale, capace di far risplendere in varie tonalità cromatiche, l’arte di rivolgersi a Maria con la musica e il canto. Sentimenti simili a quando la visita di ad una cattedrale in pieno giorno, lascia impresso nella mente l’armonia dei vari colori che ogni singolo vetro sprigiona, lasciandosi attraversare dalla luce solare. In Maria questa capacità raggiunge un sommo grado di perfezione, lasciandosi pienamente illuminare dalla grazia di Dio e divenendo in questo modo, riferimento fisso nel cielo.
“La musica, elevando l’anima alla contemplazione, ci aiuta a cogliere anche le sfumature più intime del genio umano, in cui si riflette qualcosa della bellezza senza confronti del Creatore dell’universo.” Bene si addicono queste parole di papa Benedetto XVI al repertorio proposto. Contempliamo colei che nel canto del Magnificat ha saputo riassumere la presenza operosa di Dio nella storia; gustiamo coloro che, a servizio di questa bellezza, hanno dato suono e voce ad uno stupore suscitato; accogliamo con gratitudine questo moto di speranza, ben consono all’anno giubilare, che muove i cuori a rinnovare la propria fiducia nell’intercessione materna di Maria.




