
Uno sguardo immediatamente riconoscibile, una lente di ingrandimento a colori vivaci che crea storie partendo dalla realtà, che cattura momenti autentici e spesso eccentrici della vita quotidiana cogliendo l’essenza di un luogo o di una situazione attraverso la ricerca del dettaglio perfetto, che offre una prospettiva unica e spesso provocatoria della società contemporanea.
Il fotografo Martin Parr, senz’altro uno dei fotografi documentaristi britannici più affermati e riconosciuti del nostro tempo, è morto il 6 dicembre 2025 nella sua casa a Bristol, aveva 73 anni.
Parr ha partecipato al festival Fotografia Europea (FE) di Reggio Emilia nel 2006, realizzando un progetto fotografico specifico per la città, e fotografando la “vita quotidiana” di Reggio Emilia: dettagli, oggetti, gesti, nei caffè, nei negozi, nei mercati, dove Parr rintraccia alcuni elementi del territorio, in una sorta di indagine antropologica della città di Reggio Emilia.
La produzione fotografica di Martin Parr è stata esposta nelle sale di Palazzo Busetti.
“Reggio Emilia mi sembra la tipica cittadina italiana, con un centro storico molto definito, un elemento che trovi in qualsiasi città di questo paese e che è un segno distintivo dell’Italia.
Reggio Emilia è una città piacevole, le persone sono molto aperte, il cibo è buono… che cosa puoi desiderare di più?
Il tempo è stato terribile durante il mio soggiorno, ma questo mi ha fatto sentire a casa perché è molto inglese. E’ piovuto sempre, e l’unico giorno di sole è stato quello in cui ho fotografato il carnevale; nonostante tutto sono stato fortunato. Qui a Reggio Emilia ho trovato esattamente ciò che mi aspettavo, anche se non ero mai stato in questa città anche se sono stato in Italia parecchie volte e ho scattato molte fotografie in questo paese. L’Italia è un posto molto stylish; le persone, infatti, vestono in modo elegante. E’ quasi troppo bello qui… ecco, Reggio Emilia è forse troppo bella!!”, le parole del fotografo in occasione della sua permanenza in città.




