
REGGIO EMILIA – “La Cgil perde il pelo ma non il vizio: riparte con l’ennesimo sciopero generale e, anziché spiegare le sue ragioni, richiama all’ordine chi non partecipa. Caro Sesena, una volta e per tutte: non siamo compagni che sbagliano. Abbiamo due idee diverse di lavoro, diritti e futuro. Fatevene una ragione e buona vita”. Così la segreteria di Cisl Emilia Centrale, Rosamaria Papaleo, all’indomani dello sciopero svoltosi a Reggio Emilia lo scorso 12 dicembre.
“Nel novembre 2023 – continua la segretaria, replicando alle parole del segretario della Camera del lavoro – il corteo Cgil sfilò davanti alla sede Cisl di via Turri urlando gravi offese. La Cgil resta ferma lì: chi non si adegua “non capisce” e “non fa il bene dei lavoratori”. Doppiopesismo puro: tutto l’anno si invoca la Costituzione e l’antifascismo e poi, a chi fa scelte diverse, si danno lezioni di morale. Parlate delle vostre proposte: cosa avete ottenuto dopo 60 ore di scioperi e quanto sono costati ai lavoratori? Più di 1.200 euro tra stipendio, tfr e tredicesima, senza portare a casa nulla”.
“Per noi – chiarisce la leadership Cisl – unitarietà significa innovazione, condivisione e dialogo che rispetta l’altro, non imposizioni. Significa stare ai tavoli, tutti, senza scappare portando via la palla e senza svalutare lo sciopero. E significa puntare sulla partecipazione dei lavoratori nelle imprese: la vera leva per affrontare emergenze che già colpiscono società e lavoro. Proprio perché sappiamo bene chi rappresentiamo, diciamo che questo sarà un cambiamento che rafforzerà la contrattazione, anche se voi dipingete come una minaccia. Su questo campo si giocherà sempre più la partita tra un sindacato conservatore e un sindacato riformista”.
La Cisl propone di unire la Comunità in un Patto, non di tracciare un solco tra “buoni” e presunti “cattivi”. “Il nostro metodo – continua – non è stato, non è e non sarà mai quello della matita rossa puntata in faccia a chi non si allinea. È legittimo che abbiate scelto di dire no a tutto e a prescindere, restando tagliati fuori da sanità, scuola e funzioni centrali. Non va bene, invece, bilanciare questi insuccessi attaccando sulla nostra schiena il bersaglio dei nemici e aizzando le persone contro la Cisl.
Abbiamo difeso Reggio – ribadisce – in un anno terribile, con quasi mille posti di lavoro andati in fumo, spingendo la città a darsi un metodo condiviso per governare la logistica, vitale per l’economia moderna. Abbiamo vissuto la perdita del Polo della Moda come una sconfitta che brucia. Se la Cgil vuole essere unitaria su queste e altre sfide, avanti. Ma lo faccia col rispetto dovuto a una grande storia sindacale e non con i richiami all’ordine. Le porte del dialogo in Cisl – conclude il sindacato di via Turri – sono sempre aperte“.
A seguito delle dichiarazioni della segretaria generale della Cisl Emilia Centrale, Rosamaria Papaleo, è arrivata la risposta di Cgil Reggio Emilia. “Pubblichiamo – si legge nella nota – lo stralcio “incriminato” del comizio conclusivo tenuto dal nostro segretario generale Cristian Sesena, dal palco di Piazza Gioberti, venerdì scorso, davanti a 8000 lavoratrici, lavoratori, pensionate, pensionati, studentesse, studenti, convinti che l’intelligenza delle persone si possa sfidare ma fino ad un certo punto:
Oggi noi scioperiamo da soli. Non mi sentirete attaccare le altre organizzazioni sindacali che hanno assunto orientamenti e posizionamenti differenti. Mi permetto di dire loro però: riflettete! L’unitarietà del sindacato è un esigenza dei lavoratori non è affare di segreterie! Dividersi è negare loro un diritto, il diritto a vedersi rappresentati meglio, il diritto a sentirsi più forti. Cisl e Uil riflettete
La polemica per la polemica non ci appassiona. Continuiamo a preferire – concludono – i luoghi di lavoro alle pagine social, la partecipazione attiva delle persone alla difesa dei nostri valori, a quella per legge, il sano esercizio del conflitto sociale, alla convegnistica politicizzata. Siamo fatti così”.


