
di Giuseppe Adriano Rossi
REGGIO EMILIA – “L’amato vescovo albanese Simon Kulli: un giusto come San Giuseppe; ha donato tutto se stesso per il popolo che gli è stato affidato”. Con queste parole l’arcivescovo Giacomo ha delineato la figura del presule di Sapë, scomparso improvvisamente a soli 52 anni, nell’omelia della concelebrazione vespertina di suffragio presieduta sabato 20 dicembre nella basilica di San Prospero.

La sua personalità era contraddistinta da bontà d’animo e mitezza, doti con cui ha affrontato con serenità le difficoltà del suo ministero episcopale nel Paese delle aquile. Mons. Morandi, che ha avuto più di un’occasione di incontro con mons. Kulli, ha evidenziato la profondità e la passione con cui il presule ha vissuto il suo essere credente e pastore di una diocesi.
Una sottolineatura particolare è stata riservata all’amore del vescovo Simon per il poveri, il suo servizio generoso e umile nella Casa della Carità di Laç – Vau Dejes, dove sono presenti le suore carmelitane minori, prendendosi personalmente cura degli ospiti. Non solo esortava i fedeli alla carità, ma lui stesso la esercitava, la viveva in prima persona.
E’ stato un pastore dal cuore grande, che ha sempre vissuto la volontà di Dio. La sua vita esemplare, donata e spesa generosamente per gli altri porterà frutto per la sua diocesi e l’intera Albania.
Alla Santa Messa hanno partecipato i familiari del presule albanese, tanti amici e le carmelitane minori fondate da don Mario Prandi.
Hanno concelebrato mons. Daniele Gianotti, vescovo di Crema, che ha ricordato come proprio grazie al vescovo Kulli si siano rafforzati i legami tra la sua diocesi e quella di Sapë; il vicario generale mons. Giovanni Rossi; don Filippo Caporto, responsabile generale della Congregazione mariana delle Case della Carità e don Marco Ferrari, vicario episcopale per le missioni, assieme ad altri sacerdoti.


