Di Giuseppe Adriano Rossi

REGGIO EMILIA – I consigli pastorali e le comunità parrocchiali del Vicariato Urbano sono convocati martedì 20 gennaio alle ore 21 a Baragalla nella sala parrocchiale del Sacro Cuore per un incontro con l’Arcivescovo Giacomo incentrato sulla lettera pastorale “Non è bene che l’uomo sia solo”. Emblematico il sottotitolo: Il Vangelo della famiglia, via per una nuova evangelizzazione. Sarà il vicario urbano don Luca Grassi a introdurre la serata.
Si tratta di una lettera pastorale pensata in prospettiva propositiva e costruttiva. Il magistero di mons. Morandi si appunta sul tema della famiglia; la Chiesa reggiano-guastallese intende porla al centro della cura pastorale, con la preoccupazione dell’accompagnamento spirituale delle famiglie; uomo e donna sono complementari, hanno pari dignità; la diversità sessuale è un grande dono di Dio. Ecco allora la necessità di imparare l’arte della comunicazione, della relazione: è un volto di fronte a un altro volto. Poi una domanda: la vita familiare che viene testimoniata come comunità cristiana è una sana ed efficace provocazione per il mondo contemporaneo? Evangelizzare equivale infatti a proporre una vita bella e affascinante.
“Quella dell’arcivescovo Giacomo è una lettura teologica della famiglia, basata sui testi biblici – evidenzia il vicario generale mons. Giovanni Rossi; una scelta coraggiosa quella operata del tema, contraddistinta dalla fiducia di mons. Morandi nel popolo di Dio a lui affidato e che con passione ed empatia vuole incontrare”.

La solitudine, ha scritto l’Arcivescovo, non è un bene; ecco la creazione della donna e dell’uomo. Altro tema su cui insiste è il “per sempre”; occorre vincere un grande scoglio: la paura di amare per sempre l’altro/l’altra e quindi morire a se stessi, al proprio io.
Nella lettera l’arcivescovo non nasconde che esistono relazioni ferite, lacerate; il Vangelo porta la buona notizia del perdono, che vale anche per le famiglie. Anche nella vita di una famiglia nata con il matrimonio cristiano ci sono prove, fragilità, eventi difficili, ma Gesù è presente e sostiene come fece alle nozze di Cana. Da ciò discende la necessità di recuperare i fondamenti cristiani e la dimensione educante della famiglia: il matrimonio è via di santità.
E proprio come tangibile segno del Giubileo della Speranza, appena conclusosi, l’arcivescovo Giacomo ha annunciato che la diocesi di Reggio Emilia-Guastalla intende istituire un fondo di solidarietà per le famiglie in difficoltà: carità economica per i tanti nuclei familiari in situazione in situazione di disagio nel reggiano ma anche icona della centralità della famiglia nella Chiesa.




