Paolo Storchi e Giordano Lusardi

NOVELLARA (Reggio Emilia) – Non è solo un avvicendamento burocratico quello che interessa la sottosezione del Cai di Novellara. La nomina di Paolo Storchi a reggente del gruppo rappresenta un momento di profonda sintesi tra la storia del territorio e le nuove sfide educative e sociali che la montagna, oggi più che mai, pone davanti all’uomo.

In un territorio dove certi nomi evocano immediatamente la storia industriale e sociale dell’Emilia, Paolo Storchi avrebbe potuto scegliere le strade più battute. Invece, la sua reggenza nasce sotto il segno di una complessità affascinante: quella di un uomo che porta un cognome importante, ma che ha scelto di radicare la propria leadership nei valori della tradizione cristiano-cattolica.

Per Storchi, la montagna non è una sfida da vincere o una vetta da collezionare, ma un luogo di riflessione. È l’espressione fisica di un desiderio profondo: camminare per diventare un uomo migliore. Questo approccio trasforma l’escursionismo in una forma di ascesi moderna, dove il passo cadenzato diventa strumento di crescita mentale e spirituale.

Un’immagine simbolica suggerisce questo passaggio: Paolo Storchi ritratto accanto a Giordano Lusuardi, il primo, storico reggente della sottosezione. È un passaggio di testimonianza che profuma di continuità e rispetto per le origini. Se Lusuardi ha gettato le basi, Storchi è chiamato oggi a guidare una comunità vivace di oltre 500 iscritti, un numero importante di appassionati che testimonia quanto il Cai sia un pilastro della vita sociale novellarese.

Chi conosce Paolo Storchi sa che non è un uomo di “comando”, ma di relazione. Le sue doti principali – la capacità di ascolto e l’attitudine alla mediazione – saranno fondamentali per gestire un gruppo così numeroso e variegato. In un’epoca di velocità e contrasti, Storchi propone la filosofia del “passo del gregario”: saper ascoltare chi fa più fatica, mediare tra visioni diverse e condurre il gruppo verso una meta comune, non solo geografica ma umana.

“Il cammino è un’esperienza che ci obbliga alla verità con noi stessi e con gli altri”, sembra essere il messaggio sottinteso alla sua nomina. Con la sua guida, il Cai Novellara si prepara non solo a solcare nuovi sentieri, ma a coltivare quella “umanità in cammino” che rende la montagna una scuola di vita insostituibile. “Non si cammina mai da soli, si cammina insieme per crescere come comunità”  conclude Storchi.