Il Tribunale di Bologna – Sezione Misure di Prevenzione – ha emesso un decreto di confisca, per un valore stimato di oltre 1 milione di euro, nei confronti di un soggetto quarantenne originario della provincia di Crotone, già coinvolto nella maxi operazione “Grimilde”. Il provvedimento, divenuto irrevocabile a seguito di sentenza della Corte di Cassazione, è stato eseguito dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza di Parma.

Le attività investigative traggono origine dall’applicazione della normativa antimafia nei confronti di soggetti individuati come “socialmente pericolosi qualificati”, ai sensi dell’art. 4, comma 1, lett. A, del D.Lgs. 159/2011. Gli accertamenti hanno riguardato il citato soggetto, affiliato all’organizzazione criminale denominata “‘ndrangheta emiliana”, operante da anni in modo autonomo sul territorio regionale, in particolare nelle province di Reggio Emilia, Parma, Modena e Piacenza, e riconducibile alla famiglia Grande Aracri.

In particolare, l’uomo era dedito alla creazione e al controllo di società cosiddette “cartiere”: imprese formalmente attive ma prive di reale operatività, utilizzate per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, il riciclaggio di denaro e la dissimulazione di flussi finanziari illeciti.

In ragione dei rilevanti indici di pericolosità sociale, nel corso del 2022 è stata condotta un’approfondita analisi del profilo criminale del proposto, attualmente detenuto, nonché del suo tenore di vita e della situazione economico-patrimoniale. Sulla base degli elementi emersi, nel 2023 il Tribunale di Bologna – Sezione Misure di Prevenzione – accoglieva la proposta congiunta avanzata dalla Procura della Repubblica – D.D.A. di Bologna e dal Questore di Parma, disponendo il sequestro di beni immobili e mobili, quote societarie, complessi aziendali e rapporti finanziari riconducibili al soggetto, anche per il tramite di prestanome, in quanto manifestamente sproporzionati rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati. Nel 2024, a conclusione del procedimento di prevenzione, il Tribunale di Bologna ha emesso il decreto di confisca, divenuto definitivo a seguito del rigetto, da parte della Corte di Cassazione, dei ricorsi presentati dagli interessati.

La confisca ha riguardato in particolare: 11 immobili ubicati nel Comune di Cutro (KR); 11 società dislocate in diverse aree del Paese: due nel Crotonese, due nella provincia di Reggio Emilia, una ad Acerra (NA), una a Milano e cinque nella città di Parma; 10 rapporti finanziari e 2 veicoli.