Un primo, importante passo avanti nella battaglia per il riconoscimento e la presa in carico dell’endometriosi in Emilia-Romagna. Nel pomeriggio di ieri la Regione ha approvato una risoluzione dedicata all’endometriosi, finalizzata al potenziamento dei percorsi diagnostico-terapeutici per le donne affette da questa patologia. Un risultato significativo, frutto di mesi di dialogo e confronto tra il Movimento “Endometriosi: firma adesso!” e la maggioranza regionale, reso possibile anche grazie alle migliaia di firme raccolte con la petizione.

In Assemblea legislativa si è discusso il documento sull’endometriosi, un risultato che il Movimento definisce “storico” per il percorso partecipato che lo ha reso possibile, a partire dalla campagna di sensibilizzazione e raccolta firme promossa a livello territoriale nei comuni italiani e in particolare emiliano-romagnoli. Il Movimento ringrazia in particolare le consigliere regionali del Partito Democratico Ludovica Carla Ferrari ed Elena Carletti, che hanno portato con competenza e determinazione le istanze delle pazienti e delle cittadine, ribadendo anche in Aula il senso di responsabilità legato alle firme raccolte e ai continui solleciti provenienti dal territorio.

La risoluzione è stata approvata con il voto favorevole di PD (autore del testo), AVS, Movimento 5 Stelle, Civici per de Pascale e Lega. Si sono invece astenuti Fratelli d’Italia e Forza Italia. «Questo voto rappresenta un primo atto concreto e responsabile, coerente con i valori di equità che da sempre contraddistinguono la nostra Regione, e che vorremmo che facesse da apripista a livello nazionale come sempre è avvenuto in materia di salute e parità», dichiara Sara Beltrami, portavoce e promotrice del Movimento Endometriosi: firma adesso!. «È il risultato atteso ma non scontato di mesi di lavoro e ascolto con le consigliere di maggioranza. Questo è solo l’inizio di un percorso che dovrà tradursi in risposte strutturate per le persone che convivono con l’endometriosi. Noi ci mettiamo come sempre a disposizione».

Il Movimento sottolinea come l’approvazione della risoluzione rappresenti un passaggio fondamentale, ma non conclusivo. L’attenzione ora si sposta sui prossimi step: dall’attuazione concreta degli impegni assunti, al rafforzamento dei servizi, fino al riconoscimento pieno dei bisogni sanitari e sociali legati a una patologia cronica che colpisce migliaia di persone.

«Continueremo a vigilare, dialogare e mobilitarci – conclude Beltrami – perché la parola “endometriosi” non resti solo nei documenti, ma entri davvero nelle politiche sanitarie e nella vita quotidiana delle pazienti a partire dalla nostra regione ma con lo sguardo rivolto al Governo».