
La provincia di Reggio Emilia sarà rappresentata alla semifinale interregionale della First Lego League, prestigiosa competizione internazionale di robotica educativa e innovazione scientifica, da due istituti scolastici del territorio: l’Istituto Comprensivo “Ligabue” di Reggio Emilia e l’Istituto di Istruzione Superiore “Cattaneo-Dall’Aglio” di Castelnovo ne’ Monti. La semifinale si svolgerà a Modena, sabato 24 gennaio, presso l’Istituto Sacro Cuore, scuola paritaria che si distingue per una proposta educativa orientata alla didattica personalizzata, laboratoriale e al successo formativo. La partecipazione alla First Lego League rappresenta per gli studenti un’importante occasione di crescita, che unisce robotica, problem solving, lavoro di squadra e creatività, stimolando competenze chiave per il futuro e un approccio consapevole alle sfide scientifiche e tecnologiche contemporanee.

Nell’edizione di quest’anno, intitolata Unhearted, la First Lego League, invita gli studenti a esplorare il passato per comprendere meglio il futuro. Ispirate da questo tema, le squadre sono chiamate a riflettere su come le scoperte archeologiche, scientifiche e culturali abbiano contribuito allo sviluppo delle conoscenze umane e su come le tecnologie moderne possono supportare la ricerca, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico e ambientale. L’argomento stimola un approccio interdisciplinare che unisce scienza, tecnologia, storia e innovazione, incoraggiando i ragazzi a progettare soluzioni creative e sostenibili, capaci di portare alla luce nuove idee e prospettive, nel rispetto delle radici e dell’identità dei territori. Entrambi gli istituti si presentano con due squadre. I due team dell’IC Ligabue, sono formati da alunne e alunni delle classi quarte e quinte delle scuole primarie (San Giovanni Bosco, Calvino e Don Milani) e delle prime e seconde della scuola media Dalla Chiesa.

Nel lavorare al proprio progetto innovativo da proporre ai giudici della competizione, il team “Legobue” ha ideato un prototipo di robot esploratore chiamato “Bobby”. Questo robot serve agli archeologi e alle archeologhe per potere misurare e visionare e i siti archeologici sotterranei durante o alla fine degli scavi. Bobby può infatti passare tra piccole fessure e arrivare dove nessuno riuscirebbe o dove sarebbe troppo pericoloso andare. Utilizzando i suoi sensori, percorre il perimetro del sito archeologico trasmettendo all’esterno le immagini raccolte dalla sua videocamera.
Il secondo progetto innovativo, messo a punto dalla squadra “Ligabue” è volto invece all’inclusione: partendo dai loro spazi scolastici quotidiani, i ragazzi e le ragazze hanno realizzato delle mappe tattili che permettono alle persone non vedenti di orientarsi. L’idea è stata trasferita poi agli ipotetici spazi di un sito archeologico. Per sviluppare la loro idea, i ragazzi si sono fatti consigliare dai soci e dai volontari dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) di Reggio Emilia invitandoli una mattina all’interno del loro laboratorio STEM. Le mappe sono state realizzate con i pezzi LEGO e con la stampante 3D.
Le squadre del Cattaneo Dall’Aglio sono rappresentative delle 2° e delle 3° degli indirizzi tecnici e saranno guidate da due studenti di 5° con esperienza maturata nelle edizioni precedenti della First Lego League. La squadra delle 2°, chiamata “Scarriolati”, presenta il progetto di una carriola motorizzata da utilizzare all’interno degli scavi archeologici. Questo progetto presenta alcuni aspetti innovativi riguardanti la gestione autoregolata del cassone e dell’altezza dei piedini della carriola. Il team delle 3° i “Non solo LeGoats” ha studiato invece la fattibilità di un piccone sensibile che permette di non distruggere gli eventuali reperti archeologici al momento del loro rinvenimento. Le squadre dei due istituti reggiani porteranno a Modena non solo robot, progetti e soluzioni innovative, ma anche l’impegno di scuole che credono nella formazione integrale degli studenti, nel valore dell’innovazione didattica e nella collaborazione con il territorio. Un traguardo significativo che conferma la vitalità e la qualità dell’offerta educativa della provincia di Reggio Emilia, capace di formare giovani competenti, responsabili e pronti a essere protagonisti del cambiamento.


