REGGIO EMILIA – Appena presentata, come ormai da rito, presso il Centro Sociale Buco Magico di Reggio Emilia la nuova uscita della decennale rivista di neuroscienze Anemos, che oltre a proporsi come strumento di ricerca e divulgazione multidisciplinare (a diffusione gratuita) è il motivo per una serie cadenzata di incontri – organizzati con il Cupla, Coordinamento Unitario Pensionati Lavoro Autonomo della Provincia di Reggio Emilia – aperti alla collettività in cui i professionisti dagli ambiti diversi della salute ma anche della filosofia, dell’arte e della letteratura che collaborano alla rivista incontrano il pubblico per affrontare il tema che scandisce ogni numero della rivista.

Seguitissimo, l’incontro di sabato scorso apriva a un tema tanto importante quanto purtroppo sempre troppo poco trattato, cioè non solo quello della plasticità del cervello (che come ribadisce il Dott. Marco Ruini, neurochirurgo che usa anche la pittura e la poesia per un’opera di divulgazione scientifica costante e generosa, “è sempre in movimento, non riposa mai, anche quando ci sembra di essere a riposo e in ogni momento della nostra vita”), ma la sua relazione con possibili nuovi sviluppi nella riabilitazione. Anche nei casi delle malattie tanto temute dell’anzianità, come il Parkinson e i parkinsonismi.

I nuovi modelli che si stanno studiando nella riabilitazione sono al centro del presidio fisioterapeutico e riabilitativo alla cui apertura il Centro Anemos (via Meuccio Ruini 6) invita la collettività, il prossimo sabato 31, alle ore 10: una serie di nuovi spazi pensati per accogliere un progetto, nato dalla collaborazione con “MIRT – Trattamento Riabilitazione Multidisciplinare Intensivo”, sul trattamento delle malattie neurologiche e, in particolare, dei parkinsonismi. “Condividiamo” spiega Simone Ruini, del Centro Anemos “la scelta di un approccio medico fondato su percorsi riabilitativi personalizzati, finalizzati ad aumentare l’autonomia funzionale delle persone, ridurre l’impatto della malattia e limitare gli effetti collaterali delle terapie farmacologiche. Il progetto si basa su un approccio multidisciplinare che garantisce un percorso di cura completo grazie alla collaborazione tra professionisti di diverse aree: neurologi, fisiatri e fisioterapisti, psicologi e psicoterapeuti, logopedisti, terapisti occupazionali, neurochirurghi, psichiatri e terapisti del dolore”. La mattinata prevede l’intervento del Dott. Giuseppe Frazzitta, neurologo e fondatore del progetto MIRT, che presenterà esperienze e contenuti di questo innovativo percorso riabilitativo, e sarà allietata dalla musica al pianoforte di Renzo Zini. (Fotografie di Laura Sassi)