MONTECCHIO EMILIA (Reggio Emilia) – Superate le 2.000 firme contro la chiusura della mensa dell’ospedale Franchini di Montecchio. I sindacati tornano sul tema, già al centro di polemiche nei giorni scorsi, rivendicando la qualità del servizio e chiedendo ad Ausl di fare un passo indietro sul progetto di smantellamento della cucina interna.

In una settimana la mobilitazione promossa da Cisl Fp, Nursind, Fials, Anaoo Assomed, Fassid, Cisl Medici e Aaroi-Emac ha raccolto 2.037 adesioni complessive. Oltre 200 firme sono arrivate lunedì mattina tra i banchi del mercato settimanale di Montecchio, mentre altre 241 sono state raccolte davanti all’ospedale. La petizione online su Change.org ha superato le 1.000 adesioni, affiancate da 1.035 firme cartacee.

“Firmare è stato un gesto naturale, come naturale è il timore che, dietro la parola ‘sperimentazione’, l’ospedale del distretto possa perdere un servizio di qualità”, affermano i sindacati. E respingono le affermazioni di Ausl: “È falso sostenere che oggi la qualità del cibo di Montecchio sia inferiore a quella del Santa Maria di Reggio: la cucina garantisce gli stessi standard aziendali”.

Le organizzazioni sindacali si dicono favorevoli al pasto personalizzato, ma sottolineano che “avrebbe potuto essere realizzato negli attuali locali, con investimenti alla portata del bilancio Ausl”. La mensa del Franchini, ricordano, serve in media 8.990 pasti al mese, circa 290 al giorno tra pazienti e personale. Da qui la domanda rivolta all’azienda sanitaria: “Perché l’unico progetto presentato è stato lo smantellamento di Montecchio, con trasferimento forzato del personale a Reggio e appalto al privato di un servizio oggi a gestione interna?”.

La questione viene collegata anche al tema del welfare e dell’attrattività del personale sanitario. “La capacità di attrarre professionisti passa anche da una mensa di qualità, un servizio di welfare che incide concretamente sulla vita lavorativa”, spiegano i sindacati, chiedendo l’apertura di un confronto finora mancato.

Intanto la chiusura per ora è stata sospesa, primo risultato della mobilitazione. Un incontro con i vertici Ausl è previsto giovedì pomeriggio. Resta però il silenzio della Regione e dei consiglieri regionali: “Sul tavolo ci sono più di 2.000 firme. In sanità la cura parte dall’alimentazione: se non arriveranno risposte, continueremo la battaglia”, concludono le sigle sindacali.