
La “Candelora” è il nome con cui è popolarmente conosciuta in Italia la festa della Presentazione di Gesù al Tempio, celebrata dalla Chiesa cattolica il 2 febbraio. Denominazioni simili esistono anche in altre lingue e culture cristiane, a conferma di una ricorrenza profondamente radicata nella tradizione europea.
Durante la celebrazione liturgica vengono benedette le candele, simbolo di Cristo come «luce per illuminare le genti», espressione pronunciata dal vecchio Simeone nel Tempio di Gerusalemme al momento della presentazione di Gesù. Un rito che affonda le sue radici nella Legge giudaica, la quale prescriveva la presentazione dei primogeniti maschi.
Nel calendario tridentino, la festa era conosciuta come “Purificazione della Beata Vergine Maria”. Con la riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II, la Chiesa ha voluto sottolineare maggiormente la centralità della figura di Cristo, riportando al centro il significato originario della celebrazione.
La Candelora è osservata anche dalla Chiesa ortodossa e da diverse confessioni protestanti. In molte regioni e tradizioni religiose è consuetudine che i fedeli portino in chiesa le proprie candele per riceverne la benedizione, un gesto semplice ma carico di valore simbolico. Dal 1997, inoltre, il 2 febbraio coincide con la Giornata mondiale della vita consacrata, istituita per valorizzare il ruolo di religiosi e religiose nella vita della Chiesa.
Il proverbio della Candelora: tra cielo e stagioni
Accanto al significato religioso, la Candelora è famosissima anche per il suo proverbio popolare, diffuso in tutta Italia con leggere varianti regionali ma identico nella sostanza:
“Per la santa Candelora,
se nevica o se plora,
dell’inverno siamo fora;
ma se l’è sole o solicello,
siamo sempre a mezzo inverno.”
Secondo la tradizione contadina: Meteo incerto (pioggia, vento o neve): l’inverno è ormai agli sgoccioli; Giornata soleggiata: il freddo durerà ancora a lungo, per circa quaranta giorni. Un sapere popolare che unisce osservazione della natura, esperienza agricola e simbolismo religioso, indicando la Candelora come momento di passaggio dalla stagione buia verso la luce e la primavera. In molte zone d’Italia, la Candelora rappresenta anche la vera conclusione del periodo natalizio. La tradizione vuole che: il presepe, montato prima di Natale, venga smontato proprio il 2 febbraio; l’albero di Natale, se non tolto all’Epifania, debba comunque essere rimosso entro la Candelora. Un gesto che chiude simbolicamente il tempo delle feste e apre quello dell’attesa della rinascita primaverile, nel segno della luce.


