
REGGIO EMILIA – Ieri pomeriggio in Consiglio comunale il sindaco Marco Massari ha risposto all’interpellanza della Lista Civica per Reggio sui fatti che hanno portato alla rinuncia del Gruppo Max Mara al progetto del Polo della Moda nell’area ex Fiere.
Su richiesta del gruppo di opposizione, il sindaco Massari è stato chiamato a fornire spiegazioni in merito alle modalità di accadimento dei fatti che hanno scatenato la reazione del dottor Luigi Maramotti e provocato l’annullamento dell’atto di acquisto dell’area in questione e soprattutto del progetto di realizzazione del più grande polo industriale nel settore dell’abbigliamento mai esistito a Reggio Emilia.
“Come amministrazione – ha risposto il primo cittadino di Reggio Emilia, Marco Massari – abbiamo sempre sostenuto e agito in coerenza che gli interventi di programmazione urbanistica devono essere tenuti ben distinti e separati dal confronto imprenditori e lavoratori. Questa Amministrazione non ha mai avuto dubbi sul progetto proposto dal gruppo Max Mara per il Polo della Moda. Il Gruppo Max Mara Fashion Group aveva individuato il Polo della Moda da ubicare nella sede delle ex fiere.
La giunta Comunale, in data 9 maggio 2024, aveva assunto il Piano attuativo di iniziativa pubblica (denominato PAIP), iniziando da quel momento l’iter autorizzativo che è stato espletato con grande impegno e competenza da parte degli uffici, di concerto con le altre amministrazioni coinvolte per competenza, tra cui la Regione e la Provincia e appunto con la proprietà. Il PAIP – prosegue – veniva adottato in Consiglio comunale il 7 aprile 2025 e approvato il 23 giugno.

L’approvazione è stata di tutto il Consiglio comunale a eccezione di due consiglieri di Coalizione Civica che non hanno partecipato al voto. Un iter durato solamente 13 mesi, che è un tempo assolutamente contenuto per procedure di questa rilevanza e complessità. Il 21 e il 23 maggio una cinquantina di dipendenti della Manifattura San Maurizio hanno scioperato per motivi relativi alle condizioni di lavoro. Nelle settimane successive ho ricevuto la richiesta di incontrare delegazioni di lavoratrici – ribadisco che è dovere di ogni sindaco incontrare e ascoltare i cittadini e i lavoratori, senza per questo avvallare le posizioni da loro espresse, per assumere ed espletare un ruolo di facilitatore di relazioni”.
Massari entra quindi nel merito degli incontri: “Sono stati calendarizzati due incontri: il 25 giugno con le delegazioni delle lavoratrici che avevano aderito allo sciopero, e il 2 luglio, con le delegazioni delle lavoratrici che rappresentavano condizioni di lavoro diverse da quelle descritte dalle prime, che difendevano l’operato dell’azienda. Già nelle settimane precedenti il 30 giugno, data della lettera di Max Mara Fashion Group in cui si annunciava l’abbandono del progetto “Polo della Moda”, avevo cercato di mettermi in contatto con la proprietà ma non vi è mai stata la possibilità di un incontro diretto”.
A proposito dei rapporti tra Max Mara Fashion Group e l’Amministrazione, Massari precisa: “Il 30 giugno, ultimo giorno disponibile, l’azienda non si presentava per la firma del rogito per l’acquisti delle aree dell’ex fiere e tramite lettera indirizzata al sindaco, protocollata 30 giugno 2025, la proprietà comunicava di rinunciare al progetto. Il giorno successivo, 1° luglio, ho manifestato, con una lettera alla proprietà, sorpresa e rammarico per la decisione assunta e ho manifestato ogni disponibilità per riprendere in qualsiasi momento il confronto”.

A seguito della notizia di rinuncia, Massari afferma che gli uffici si sono attivati attraverso numerosi incontri con la dirigenza del Gruppo Max Mara Fashion Group, e con la società proprietaria delle aeree, per individuare possibili ulteriori soluzioni. Le interlocuzioni non hanno tuttavia portato a concrete ipotesi risolutive e in data 16 dicembre 2025 il presidente di Max Mara Fashion Group ha comunicato definitivamente la rinuncia del Gruppo a proseguire con il progetto. In medesima data, anche la proprietà dell’area, tramite il proprio amministratore delegato, ha comunicato che non sussistono le condizioni per l’effettiva cessione dell’area. “In questi mesi – ha concluso il sindaco – sono comunque proseguite interlocuzioni tra proprietà e amministrazione relativamente ad altri interventi”.
Non si dice soddisfatto delle risposte l’avv. Giovanni Tarquini, che replica al sindaco: “Per coloro che qui rappresento e che sento il dovere e la responsabilità di tutelare, non sono soddisfatto delle risposte fornite dal sindaco Massari. La città sta precipitando nel vuoto, sempre più afflitta dalla chiusura delle attività del centro storico, e non solo, e dal dilagare del degrado che sostituisce la vivacità delle persone e dei commercianti. La cittadinanza ha bisogno di una amministrazione che sia attenta al tessuto economico e vitale della città”.
“I cittadini si aspettano che chi sbaglia, tanto più se ricopre ruoli pubblici e istituzionali, ne prenda atto, ammetta gli errori e si rimbocchi le maniche per riparare. Max Mara e la famiglia Maramotti – continua – sono innegabilmente tra i principali, se non i principali, protagonisti del mondo dell’impresa e dell’economia sul territorio cittadino e non solo. E meritano pertanto ben altro approccio e attenzione.
Ancora una volta si cerca di giustificare un passo falso con la bandiera della tutela dei diritti dei lavoratori, sempre importantissimi ma che ben altri soggetti sono più titolati a portare. E intanto centinaia di posti di lavoro sono andati in fumo. Con il Polo della Moda – prosegue – svanisce anche la prospettiva di quell’indotto di natura economica che quel progetto avrebbe creato intorno a sé, favorendo attività di impresa collaterali e aiutando a evitare la diaspora di tanti giovani che studiano nel settore della moda o addirittura il ritorno e il recupero delle forze e delle energie di tanti altri che già lavorano lontano dalla nostra città. Anche di fronte a questo oggettivo ed ennesimo insuccesso del sindaco Massari – conclude il consigliere – auspico che Reggio Emilia sia pronta a reagire e aspiri, nonostante tutto, a una necessaria rinascita dal punto di vista amministrativo e imprenditoriale”.


