Un momento della manifestazione di sabato 7 febbraio a Reggio Emilia per la celebrazione del Giorno del Ricordo, in Piazza della Vittoria

REGGIO EMILIA – Oggi, 10 febbraio, si celebra in tutta Italia il Giorno del Ricordo, istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004 per conservare e rinnovare la memoria della tragedia delle Foibe e dell’Esodo giuliano-dalmata, che costrinse oltre 350.000 italiani ad abbandonare le proprie terre dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia per sfuggire alle violenze e alle persecuzioni del regime comunista jugoslavo guidato da Josip Broz Tito.
La ricorrenza ha lo scopo di ricordare le vittime infoibate, l’esodo forzato delle popolazioni italiane del confine orientale e di promuovere una riflessione storica condivisa su una delle pagine più drammatiche e a lungo rimosse della storia nazionale.

A Reggio Emilia la celebrazione del Giorno del Ricordo è al centro di una polemica politica. Il Comune ha organizzato un evento istituzionale presso la Biblioteca delle Arti, che, secondo le critiche, eviterebbe di affrontare direttamente il tema delle Foibe. Inoltre, il Consiglio comunale ha respinto un ordine del giorno urgente presentato da Fratelli d’Italia per chiedere una celebrazione ritenuta più aderente allo spirito e ai contenuti della legge istitutiva: il documento è stato bocciato con 4 voti favorevoli (FdI) e 17 contrari (PD, M5S e Lista Marco Massari sindaco).

Marco Eboli, presidente dell’Associazione culturale Balder

Sul tema è intervenuto con una lunga e articolata lettera Marco Eboli, presidente dell’Associazione culturale Balder, che accusa l’amministrazione comunale di non rispettare, nei fatti, il significato del Giorno del Ricordo.

Eboli definisce “rattristante e sconcertante” la strategia adottata dal Comune di Reggio Emilia, che a suo giudizio consisterebbe nel “fingere di celebrare” la ricorrenza per non celebrare esplicitamente il ricordo della strage delle Foibe, e richiama la legge 92 del 2004, approvata quasi all’unanimità dal Parlamento dopo decenni di silenzio istituzionale, sottolineando come essa rappresenti un punto fermo sia politico sia storico.

“Dal 2006 al 2011, grazie ad una fattiva collaborazione tra il Sindaco Graziano Del Rio ed il sottoscritto, allora capogruppo Alleanza nazionale in Sala del Tricolore, – scrive Eboli – il Giorno del Ricordo fu celebrato degnamente, come prescrive la legge istitutiva. Mostre e concerti al Peri, per ricordare le Foibe, l’Esodo e anche figure simboliche di quella tragedia, Norma Cossetto giovane studentessa istriana seviziata e infoibata dalle truppe del dittatore comunista Tito e dai partigiani comunisti. Alla sua memoria il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferì la medaglia d’oro al valore civile, e la nostra città ancora non le ha dedicato la via, che pure il voto del Consiglio comunale di Reggio Emilia aveva deciso di titolarle. Ebbene, ad oltre vent’anni dall’approvazione del Giorno del Ricordo, il 10 febbraio, il Comune di Reggio Emilia organizza un evento invitando a parlare d’altro rispetto alla tragedia delle Foibe, relatori che di Foibe ed Esodo poco o nulla hanno scritto. Questa è una scientifica strategia politica per fingere di celebrare il Giorno del Ricordo ma di fatto evitando di parlare delle Foibe, si parlerà di Esodo che però slegato dal fatto originario non ha senso”.

Eboli rivolge infine un appello al Sindaco Massari “affinché proceda velocemente alla sostituzione di Via Tito con via Norma Cossetto o anche a Graziano Udovisi, caro amico, che si salvò miracolosamente dalla Foiba e nostro concittadino adottivo”, e invita Massari “a recuperare quell’autentico spirito di degna celebrazione del Giorno del Ricordo delle Foibe e dell’Esodo, che fu del suo predecessore ed amico Graziano Delrio, e insieme a ciò anche tutto il materiale fotografico, acquistato dal Comune di Reggio Emilia, ai tempi di Delrio, affinché nei prossimi anni possano essere nuovamente allestite mostre che danno la testimonianza reale di cosa furono le Foibe e l’Esodo”.