
CAMPAGNOLA EMILIA (Reggio Emilia) – La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia, condividendo le risultanze investigative dei Carabinieri di Campagnola Emilia, ha richiesto e ottenuto dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di un 34enne residente in paese, ritenuto gravemente indiziato di maltrattamenti aggravati e violenze nei confronti della fidanzata convivente.
L’ordinanza è stata eseguita nel pomeriggio del 21 febbraio dai militari della Stazione di Campagnola Emilia, che hanno tratto in arresto l’uomo e, al termine delle formalità di rito, lo hanno condotto in carcere, dove si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. Secondo quanto emerso dalle indagini, la relazione sarebbe stata caratterizzata da una pesante condizione di sudditanza psicologica della donna, sottoposta per mesi a continue vessazioni fisiche e morali. L’uomo, spesso sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, avrebbe messo in atto comportamenti aggressivi e persecutori, arrivando a esercitare un controllo ossessivo sulla compagna.
In diverse circostanze la donna sarebbe stata di fatto segregata in casa: chiusa a chiave nella camera da letto e autorizzata a uscire solo per cucinare, pulire o andare in bagno. In un episodio, l’uomo l’avrebbe legata a un termosifone con una prolunga elettrica per impedirle di allontanarsi; in un altro caso, l’avrebbe costretta, sotto minaccia, a fumare crack. Le violenze, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state anche di natura sessuale: in almeno due occasioni la donna sarebbe stata costretta a subire rapporti completi, preceduti da percosse, schiaffi e colpi alla testa. Più volte le aggressioni avrebbero reso necessario il ricorso alle cure ospedaliere. La situazione di sopraffazione avrebbe infine spinto la vittima ad abbandonare l’abitazione, trovando protezione presso un’amica.


