REGGIO EMILIA – Martedì 3 Marzo al Teatro Piccolo Orologio dalle ore 20:00 serata festiva d’inaugurazione della neonata collaborazione tra “I RE del Cinema” e “MaMiMo” per portare al recentemente rinnovato Teatro Piccolo Orologio il cinema “km zero” degli autori reggiani ed emiliani.  

Per l’occasione la scelta di farlo con una serata dedicata al ricco “Mondo Piccolo” (ma umanamente grande) della Bassa Padana resa internazionalmente famosa dalla saga di Giovannino Guareschi e documentata potentemente da uno dei più affermati registi e documentaristi emiliani Alessandro Scillitani e dalle iconiche fotografie di Paolo Simonazzi che stanno attualmente girando in tutta Europa, è stata praticamente obbligata.

Il programma della serata prevede, dalle 20:00 alle 20:45, un aperitivo della Bassa nel Foyer, seguito dalla proiezione della saga internazionale di Don Camillo e Peppone attraverso i trailer originali francesi dei cinque celebri film. A seguire, sarà presentato il film Mondo Piccolo di Scillitani, realizzato su progetto di Simonazzi e con musiche di Germini, per concludere con una discussione con gli autori e i protagonisti.

Il film di Scillitani è un viaggio tra gli scorci, i luoghi e le atmosfere che hanno ispirato i personaggi e le storie del celebre autore dei romanzi di Peppone e Don Camillo, ed è nato da un progetto fotografico di Simonazzi.

Dopo aver viaggiato tra Amsterdam e Copenhagen, ora il film torna a casa, con una proiezione speciale che vede la partecipazione di tutti i suoi autori.
«Qualche anno fa – racconta Scillitani – in occasione dell’inaugurazione di una mostra in cui esponeva alcuni scatti ispirati al mondo di Guareschi, Paolo mi chiese di arricchire il suo lavoro con un filmato. Così, senza ancora avere un’idea precisa, abbiamo cominciato a girare. E il racconto si è preso il suo spazio». Un viaggio nei luoghi guareschiani, tra la Bassa parmense, reggiana e mantovana, a partire dal paese natale dello scrittore, Fontanelle di Roccabianca fino ovviamente a quello che è diventato, nell’immaginario collettivo, una vera e propria icona: Brescello.

Julien Duvivier, regista dei primi storici film di Peppone e Don Camillo, scelse Brescello per la presenza di Municipio e chiesa che si guardano nella stessa piazza.
«Siamo tornati in quei luoghi iconici — spiega Alessandro Scillitani — con una domanda precisa: il “Mondo Piccolo” di Guareschi era un puntino reale sulla mappa, tra il Po e l’appennino, o era piuttosto uno stato d’animo? Nel cercare la risposta, il nostro documentario ha smesso di essere un semplice resoconto per trasformarsi in poesia».
Attraverso le nebbie della campagna e figure umane d’altri tempi, “Mondo piccolo” scatta l’istantanea di un universo che molti credono scomparso. Eppure, osservando bene tra gli argini e le piazze, quella realtà esiste ancora: è un pezzetto di mondo che Guareschi, oggi, riconoscerebbe come suo.
Come Graziella, la contadina novantenne che emana una vitalità contagiosa e che, proprio mentre parlava davanti alla macchina da presa, ha salutato l’arrivo improvviso di una rondine e della primavera. O Vittorino Rossi, che, con l’orchestra assente per il maltempo, ha iniziato a ballare sotto le note improbabili di un Djset improvvisato.