REGGIO EMILIA – L’offensiva militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran di sabato scorso ha avuto pesanti ripercussioni in tutta la regione, con bombardamenti, attacchi missilistici e droni. L’escalation ha determinato un rapido deterioramento delle condizioni di sicurezza, con effetti anche sulla chiusura degli spazi aerei e sulle rotte commerciali internazionali.

In questo contesto di instabilità, sono rimasti coinvolti migliaia di connazionali, tra cui diversi reggiani, che si trovavano in zona, per lavoro o per vacanza.

Lunedì sera, all’aeroporto di Fiumicino a Roma, è atterrato il primo volo charter con 127 cittadini italiani, rimasti nei giorni scorsi bloccati in Oman o trasferiti lì da Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Il volo era decollato nel pomeriggio da Muscat, capitale dell’Oman.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha fatto sapere che ambasciate e consolati ad Abu Dhabi, Dubai e in Oman stanno coordinando gli spostamenti dei cittadini bloccati verso gli aeroporti ancora operativi nella zona.

Abbiamo raccolto la testimonianza di una reggiana, Silvia Romagnani, che si trova attualmente in Oman e che, a causa dell’escalation militare, non è riuscita finora a rientrare in Italia come programmato.

Dove vi trovate in questo momento?

In questo momento ci troviamo nel Sud dell’Oman, nei pressi di Salalah, al Rotana Resort di Alpitour. Il nostro rientro era programmato per domenica ma a seguito del conflitto in Medio Oriente, il volo è stato cancellato. Non abbiamo ancora una data certa di rientro.

Com’è la situazione?

La situazione è tranquilla, anche se abbiamo appena sentito alcuni boati in lontananza. Ci hanno detto che si tratta di bombardamenti sulle navi iraniane che stazionano nel golfo di Oman. A parte questo, non abbiamo sentito sirene né allarmi.

Siete stati contattati dalla Farnesina?

No, la Farnesina non ci ha contattati. Un avvocato che è alloggiato nel nostro hotel ha provato a mettersi in contatto ma finora senza successo.

Ci sono persone in arrivo da Dubai e Abu Dhabi?

Sì, sappiamo che ci sono turisti in arrivo a Muscat da Dubai e Abu Dhabi e anche moltissimi turisti provenienti dalle due città che si trovavano già qui allo scoppio della guerra. Sono preoccupati per la situazione a Dubai e molti preferiscono restare qui al momento.

Vi hanno dato raccomandazioni particolari?

Al momento ci fanno stare in albergo, con vitto e alloggio spesati dall’agenzia. Possiamo andare in spiaggia ma non possiamo uscire dall’hotel.

In generale siete preoccupati? Quali sono gli ultimi aggiornamenti?

Siamo abbastanza tranquilli, assistiti molto bene dall’hotel, ma è indubbio che ci sia molta incertezza, soprattutto sulle possibili date di rientro. E le notizie di missili e droni creano preoccupazione. Veniamo comunque aggiornati quotidianamente sugli sviluppi e sull’apertura degli spazi aerei. Questa mattina è arrivata la notizia che il rientro potrebbe avvenire già domani.